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Ott 0822

Il centrosinistra dei giovani è "In cerca d'autore"

Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 15:32 in Altro


Cari amici di Blogosfere,

volete approfondire e analizzare con i vostri post le strategie politiche orientate ai giovani del centrosinistra italiano?

Se credete che prima o poi ognuno di noi sente la necessità di confrontarsi con la politica e di setacciarne pregi e difetti per decidere da che parte stare, inviate le vostre candidature a bloggers@blogosfere.it indicando come riferimento il nome del blog e allegando curriculum, alcuni vostri articoli/post e spiegando perchè vorreste entrare a far parte del network Blogosfere.

Vi contatteremo al più presto!

Ott 0815

Addio

Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 08:00 in Commenti


E' con immenso dispiacere che devo comunicare a tutti voi gentilissimi lettori che sono costretto a lasciare la gestione di questo blog a causa della cronica mancanza di tempo (come avrete potuto notare ultimamente non sono stato molto attivo...).

Questa mia avventura su Blogosfere mi ha dato tanto, e per questo voglio ringraziare sentitamente sia Blogosfere stessa che Marco Montemagno. Mi sarebbe piaciuto davvero molto poter continuare a tempo indefinito, ma la mia agenda oramai straborda (il lavoro, il mio paese, i miei numerosi interessi...) e non mi va proprio di non essere in grado di garantire a questo blog una costanza decente negli aggiornamenti.

Pertanto sono costretto ad alzare bandiera bianca, nella speranza che qualche altro "baldo" giovane di centrosinistra possa raccogliere il mio testimone per portare avanti questa bellissima avventura che è Il centrosinistra dei giovani

Nella speranza di poterci sentire ancora ringrazio tutti per avermi seguito, cogliendo l'occasione per ribadire nuovamente quanto stiano diventando sempre più importanti strumenti come questo per svecchiare la stanca politica italiana. 

Addio. 

Marco Cavicchioli

Ott 0812

Evviva la crisi!

Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 18:02 in Approfondimenti


La crisi finanziaria internazionale è una iattura. Che provocherà moltissimi problemi in tutto il mondo, e ci farà soffrire.

Ma, come tutte le crisi, è anche un periodo di transizione che, se gestito bene, può contribuire a cambiare le cose in meglio. In altre parole abbiamo la possibilità di "cogliere" questa "opportunità" per ridisegnare l'intero scenario politico mondiale, e non avrebbe alcun senso tirarsi indietro proprio adesso, e lasciare che la situazione politica mondiale si "aggiusti da sé" (portandosi quindi dietro tutte le inevitabili storture di un processo di riorganizzazione caotico, lasciato al caso ed alla libera iniziativa di qualche intraprendente privato).

Se infatti in questa fase cruciale per i futuri assetti politici mondiali l'Europa (unita) non sarà in grado di recitare la parte del protagonista, insieme agli Stati Uniti, sarà probabilmente la Cina a farlo. E, dato che al protagonista di questa vicenda spetterà non solo  il compito di trovare le soluzioni definitive alla crisi finanziaria globale ma anche quello di ridisegnare i rapporti di forza tra le potenze economiche mondiali, se sarà la Cina a farlo ovviamente lo scenario che emergerà non potrà che essere cino-centrico.

E' pertanto arrivato il momento della ASSOLUTA NECESSITA' di trasformare l'Unione Europea in un'unione politica di fatto, delegando ad organismi internazionali tutte le decisioni di carattere globale. E ritengo che l'Italia sia uno dei paesi che può più di tutti contribuire a questo progetto ambizioso che in questi giorni sembrerebbe essere più vicino che mai (data la necessità citata in precedenza).

Noi italiani ci troviamo pertanto nella condizione di poter "guidare" questa "rivoluzione" con l'obiettivo non solo di risolvere la crisi, ma di disegnare un nuovo grande assetto politico globale che superi le attuali divergenze nazionali per dare al mondo intero tutta la sicurezza di cui ha bisogno. Come ci si può tirare indietro di fronte ad una prospettiva così?

PS: in quest'ottica la politica italiana dovrebbe mettere da parte i meschini battibecchi quotidiani e provare a condurre questo gioco insieme, unendo le forze migliori di ogni parte per "alzare il livello" onde poter davvero giocare un ruolo da protagonista; lasciando la politica delle parole, ed abbracciando finalmente l'unica politica che abbia senso abbracciare: quella dei fatti.

Ott 08 8

Il PD sia un partito socialdemocratico

Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 09:44 in Proposte


Il PD (l'unico partito in cui mi posso riconoscere) è attualmente un partito completamente "perso". E il motivo è semplice: non c'è alcuna prospettiva unitaria. Perché mancano TOTALMENTE dei valori condivisi di riferimento.

In altre parole è giunta l'ora che il PD decida "cosa fare da grande". Questa decisione deve essere forte, chiara, decisa ed irrevocabile. E deve essere rapida perché quando ci si ammala di depressione se la si lascia degenerare la patologia l'esito inevitabile è il suicidio.

La mia proposta in quest'ottica è semplice: dopo la morte delle ideologie (compresa quella cattolica) che il PD abbia il coraggio di affermare di essere un partito socialdemocratico liberale. Non sapete cosa significhi "socialdemocratico liberale"? La risposta a questa domanda è tanto semplice da sembrare banale: ascoltate Giuliano Amato.

Giuliano Amato (il Presidente del Consiglio che salvò l'Italia dal fallimento nel 1992) è il perfetto prototipo del socialdemocratico liberale italiano. Arriva dalla tradizione socialista italiana (quella passata per la "rivoluzione" democratica degli anni 70/80), ed è persona attenta ed onesta (tanto da essere passato indenne dalla diaspora socialista seguita a tangentopoli). E' un grande sostenitore sia della necessità di lasciare ai mercati ampia libertà di azione, onde garantire che gli equilibri interni dei medesimi non entrino in crisi distruggendo la base del nostro sistema di vita "occidentale", sia della necessità che lo Stato si faccia arbitro assoluto ed imprescindibile della regolamentazione e del controllo del mercato stesso. E' inoltre un grande sostenitore del ruolo sociale dello Stato medesimo, ma allo stesso tempo afferma che il capitalismo è l'unica via che conosciamo per il benessere (effettivo).

Purtroppo Giuliano Amato non è un capo-popolo. Non è un frontman. Non credo sarebbe in grado di assumersi per intero la responsabilità di traghettare il PD verso l'obiettivo che suggerisco in questo post (ovvero diventare in tutto e per tutto un partito socialdemocratico liberale). Pertanto non posso suggerire di sostituire Veltroni con Amato. Ma posso suggerire a Veltroni di lasciare da parte quella sorta di "obamismo all'amatriciana" che non solo non funziona, ma ci fa apparire come bravi solo a copiare gli americani. Lasciamo perdere il sogno americano, e lasciamo che Obama faccia la sua strada: la nostra strada non è quella, perché da noi l'obamismo non funziona. La nostra strada è europea, e non americana. E la risposta europea all'obamismo non può che essere la socialdemocrazia liberale. Quella di Giuliano Amato e di tutti coloro che si sono stancati di essere post-qualcosa, e che vorrebbero diventare da subito neo-qualcosaltro.

Ott 08 4

Dall'altra parte della barricata

Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 15:32 in Pensieri


Il mondo è cambiato. 19 anni fa. Ma qualcuno pare non essersene ancora accorto...

Rivango il passato per schiarire le idee a tutti: nel 1989 il comunismo è crollato, ed il mondo diviso in due blocchi è finito. Morto. E sepolto. Da allora la distinzione netta tra destra e sinistra si è fatta sempre più flebile, tanto oramai da essere così sbiadita da non importare più a nessuno. O quasi...

Sì perchè purtroppo c'è ancora chi si ostina a considerare "loro" peggio di "noi" (ovvero "noi" meglio di "loro"). Sia che "loro" siano "fascisti" (o post-fascisti, o "di destra"), sia che siano "comunisti" (o "di sinistra"). Credo sia ora di riflettere profondamente su questa distinzione. Soprattutto credo sia giunta l'ora di domandarsi: ma esistono ancora un "noi" ed un "loro"? 

Mentre vi lascio a riflettere voglio chiarire dove voglio andare a parare: l'attuale governo Berlusconi si è dimostrato uno dei governi più solidi ed attivi della Seconda Repubblica (nata non a caso qualche anno dopo il 1989), forse quello più forte in assoluto. Eppure c'è ancora chi si ostina a criticarlo solo perchè "di destra". Ed i risultati ovviamente sono questi: il centrosinistra (che si schiera "contro" a priori) soffre perchè fa enorme fatica a "dimenticarsi" che le ideologie sono defunte, mentre il centrodestra trionfa, perchè è rimasto l'unico vero protagonista sul palcoscenico.

Forse è giunta l'ora di ammettere la realtà, e di tornare sulla Terra lasciando che le ideologie del passato vaghino raminghe nei cieli dell'utopia. Forse è giunta l'ora di smettere di immaginare un mondo migliore, e di occuparci concretamente dell'unico che abbiamo. Con tutte le contraddizioni che ha in sè.

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