Il punto sui rigassificatori
Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 09:49 in Altro, Approfondimenti, Commenti
Alzi la mano chi non sa cos'è un rigassificatore. Ok, siete in tanti... giù le mani.
Ora alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare la parola
"rigassificatore". Vedo che siete di meno di prima. Mi toccherà
spiegare...
L'Italia consuma tonnellate e tonnellate di gas naturale (metano) al giorno. A parte le auto a gas (che sono poche, e non necessariamente vanno a metano), lo utilizziamo per scaldare le nostre case (con le caldaie a metano) e per cuocere i cibi (con le cucine a metano). Ma, soprattutto, lo utilizziamo per prodeure l'energia elettrica (quella che acquistiamo dall'Enel, ad esempio): con il metano si produce energia più "pulita" rispetto ad altri combustibili di uso comune, e così l'Italia produce la maggior parte dell'energia elettrica bruciando perlappunto gas metano.
L'Italia produce pochissimo metano. La maggior parte di quello che consumiamo lo compriamo e lo importiamo dall'estero. Soprattutto da Russia, Algeria, Olanda e Libia. Ma la maggior parte viene dalla Russia.
La Russia di Putin ha alzato la cresta. Hanno problemi di freddo particolarmente intenso (a Mosca ci sono 30 gradi sotto zero!!!), e così utilizzano molto del metano prodotto per scaldarsi, potendone esportare sempre meno. Così in Italia non arriva tutto il gas russo che dovrebbe arrivare e noi rischiamo di rimanere al freddo (anche se non accadrà di sicuro, o, se non altro, non quest'anno).
Ci sarebbe una soluzione a questo problema: per non rimanere al freddo potremmo importare altro gas da altri paesi produttrici, oltre a quelli citati prima (tra cui la prima era perlappunto la Russia). Purtroppo però gli unici gasdotti che arrivano in Italia provengono da Russia, Algeria, Olanda e Libia! Come fare ad importare gas ad esempio da altri grandi produttori come l'Indonesia (che sta dall'altra parte del globo terrestre)?
E' possibile liquefare il gas portandolo a temperature molto basse, caricarlo su grandi navi e trasportarlo in qualsiasi parte del mondo. Tuttavia, prima di poterlo riutilizzare, una volta scaricato questo gas liquefatto deve essere riportato allo stato gassoso, ovvero "rigassificato". Lo strumento che esegue questa operazione si chiama "rigassificatore", ed è un vero e proprio stabilimento che fa paura a tutti, data l'immensa quantità di gas che è in grado di lavorare e stoccare.
Ecco così che, sebbene l'Italia abbia bisogno di costruire
rigassificatori (molti e prima possibile), nessuno li vuole vedere
costruiti sotto casa propria. Certo, anche io protesterei se lo
volessero costruire sotto casa mia, ma nessuno mi venga a dire che non
ci sono posti in Italia dove cotruire un rigassificatore
sufficientemente lontano dai centri abitati!
Anche perchè su un post pubblicato oggi dal collega "Idraulico polacco"
si evidenzia come i rischi legati alla costruzione ed al mantenimento
in funzione di un rigassificatori sono sufficientemente "normali" da
far credere che, se costruiti a dovere, non dovrebbero dare alcun
problema in più di una "normale" azienda chimica o di una raffineria.
In sintesi, dei rigassificatori non possiamo farne a meno se non vogliamo rimanere al freddo, e non ha senso impedirne la costruzione se non vengono violate le più banali e ferree regole di sicurezza. Devono ovviamente essere realizzati in luoghi adatti ed idonei, distanti dai centri abitati e con impatto ambientale accettabile. Sarebbe meglio costruirli "off-shore" (ovvero in mare), ma se i costi di tale scelta dovessero risultare proibitivi c'è il rischio che non se ne costruisca nessuno per i costi perlappunto elevati, e questo sarebbe inaccettabile.
E' pertanto richiesto a tutti uno sforzo di intelligenza e comprensione, ma soprattutto di senso civico e di civiltà. Discutiamone, parliamone, confrontiamoci. Ma, soprattutto, facciamoli questi benedetti rigassificatori!!!
UPDATE #1: Approfondimento sul tema di Domenico Siniscalco su La Stampa di oggi.
UPDATE #2: Energia: i Ds illustrano gli effetti dei provvedimenti del governo.







1. Valerio Gatti, Giovedì 26 Gennaio 2006 ore 10:47
E' giusto costruire i rigassificatore perchè in italia non si è mai fatta una scelta seria sulle fonti alternative. Uno dei rigassificatori "autorizzati" in italia è quello di Brindisi. E' stato autorizzato nel 2001, dopo pochi mesi sono stati arrestati il sindaco antonino e cacciati tutti gli altri politici. Nel 2004: Regione puglia (sinistra - Vendola) - Provincia di Brindisi (Sinistra-Errico) Comune di Brindisi (DETSRA-MENNITTI) si sono espressi con PARERE NEGATIVO.
Antonino, che era in un primo momento contrario alla realizzazione dell'impianto... ha poi cambiato idea dopo che è stato convocato a Roma, trasportato con aereo della British Gas... forse gli hanno fatto sentire il tintinnio delle manette... ed ha accettatto.
Gli altri due autorizzati in italia sono off-shore cioè a 30 km dalla costa, Questo rigassificatore di Brindisi INVECE dovrebbe essere posizionato all'imboccatura del porto di brindisi, condizionandone pesantemente il traffico passeggeri e merci.
Brindisi contribuisce con 3 centrali elettriche (30 % della corrente elettrica prodott in italia)... oltre 10 milioni di tonnellate di carbobe. Nel 2008 arriverà il gas dalla turchia 10 miliardi di metri cubi. Se costruito il rigass di brindisi "produrrà" 12 miliardi di metri cubi.
i 22 miliardi di metri cubi (equivalenti ad 1/4 del consumo di gas EUROPEO DEL 2004) NON SERVIRANNO A FAR ANDARE A GAS LE 3 CENTRALI.Brindisi è stato definita dal Governo AREA AD ALTO RISCHIO AMBIENTALE. IL RIGASSIFICATORE è COLLOCATO FRA 7 IMPIANTI A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE: 3 CENTRALI, PETROLCHIMICO, AZIENDE FARMACEUTICHE ETC.. Se dovesse accadere qualcosa, tipo un'esplosione come quella che avvenne nel petrolchimico negli anni 80.... si innescerebbe una processo a catena che coinvolgerebbe... non solo brindisi.. SIAMO SEDUTI SU UNA BOMBA AD OROLOGERIA... E ORA CI STANNO PIAZZANDO DUE BOMBOLONI DI GAS...
BASTA, MO BASTA!! NO AL RIGASSIFICATORE... FATELO A BARI!!!!
2. idraulico, Giovedì 26 Gennaio 2006 ore 10:55
A Bari avranno altrettante ragioni per dire fatelo a Lecce, a Lecce diranno che rovina il turismo, a Pontecagnano che hanno già abbastanza problemi. Io vorrei che valutate tutte le ragioni ed ascoltate tutte le istanze, una politica seria si dia un termine. Dica che entro una data si decide. E lo stato si riservi il diritto, di fronte ad argomentazioni pretestuose, di decidere anche sulla testa degli enti locali. Si dirà "dipende da chi governa", ma io vorrei porre in astratto il principio per cui la decisione del governo centrale sia quella migliore. Condividete questo punto di vista?
Paolo Martini
3. Marco Cavicchioli, Giovedì 26 Gennaio 2006 ore 10:56
il centro-sinistra tutto, ed in particolare Prodi, NON hanno mai sostenuto la necessità di fare il rigassificatore a Brindisi.
tuttavia è NECESSARIO mantenere i toni del confronto sul piano della convenienza e della realtà.
SE quello che si dice sul rigassificatore di Brindisi è vero allora NON lo si deve fare lì. se invece dovessero essere fatti nuovi rilievi (cosa che cmq ritengo improbabile) dai quali dovessero emergere criticità inferiori a quelle presunte allora bisogna mettere da parte i propri pregiudizi e contribuire alla crescita del paese.
l'importante tuttavia è fare chiarezza quando si trattano questioni di così vitale importanza.
PS: non lasciamoci cmq trasportare dalla paura e dalle emozioni; un rigassificatore NON è un impianto ad alto rischio; l'importante è che venga costruito a dovere ed in un luogo idoneo; se Brindisi non lo fosse il rigassificatore dovrà essere costruito altrove.
PPS: non credo che Bari sia tuttavia l'alternativa migliore.
4. Marco Cavicchioli, Giovedì 26 Gennaio 2006 ore 10:59
"la decisione del governo centrale sia quella migliore": non necessariamente. ma è l'unica ad essere "accettabile". quindi la decisione del governo centrale "deve essere" quella migliore. e, soprattutto, nessuno in Italia ha il diritto di ritenere le PROPRIE singole decisioni "migliori" delle altre, al punto da volerle imporre alla collettività. l'unica autorità in grado di imporre decisioni è il governo centrale. per questo "la decisione del governo centrale deve essere quella migliore".
5. Debora Billi, Giovedì 26 Gennaio 2006 ore 12:20
Prima di abbracciare in toto quel che dicono i politici in TV (oggi i rigassificatori, domani il nucleare o il carbone) dobbiamo sempre cercare di guardare le cose da altri punti di vista.
Gli USA hanno praticamente esaurito il loro gas. Devono per forza importare gas liquefatto. Siamo sicuri, in futuro, di poter competere economicamente con loro sul prezzo di acquisto? Quando ci sarà il prezzo al rialzo per chi riceve le navi con il gas, saremo noi i più forti? Oppure ci ritroveremo coi rigassificatori inattivi?
6. Marco Cavicchioli, Giovedì 26 Gennaio 2006 ore 12:36
bella domanda, debora. la politica tuttavia serve proprio a questo: impedire che l'Europa non riesca ad acquistare gas perchè lo comprano tutto gli USA! il mercato non è, e non deve essere, il regolatore unico e totale della società umana. la politica deve prevaricare il mercato, e saper imporre le necessità degli Stati anche a costo di dover perseguire strade che con il mercato non hanno nulla a che fare.
d'altronde anche per quanto riguarda il gas russo non si tratta di un vero e proprio mercato, perchè il prezzo di vendita a tutti i paesi vicini è concordato politicamente. il fatto però è che senza rigassificatori la politica non può attivarsi per trovare il gas su altri mercati. quindi ha senso domandarsene l'utilità, ma non ha senso credere che vi siano tante altre strade egualmente utili, necessarie, convenienti e percorribili...
7. COMITATO PRO RIGASSIFICATORE BRINDISI, Sabato 25 Marzo 2006 ore 11:54
A TUTTI I LEADERS E CANDIDATI POLITICI ELEZIONI 2006
Con questa lettera intendiamo portare a conoscenza che, contrariamente a quanto viene insistentemente sbandierato da alcune organizzazioni e da uomini politici, buona parte della cittadinanza Brindisina, e Salentina, si è dichiarata favorevole all'impianto di rigassificazione e lo dimostra aderendo e sostenendo i comitati che si sono costituiti e le associazioni che hanno diretto la loro azione verso tale obiettivo.
Molti cittadini Brindisini, grazie all’informazione che è stata data in quest'ultimo periodo, hanno preso coscienza che il rigassificatore può apportare solo dei benefici per Brindisi e per tutto il territorio.
Gli estensori della presente ed i cittadini che li sostengono, infatti, sono certi che l'impianto abbia eccellenti livelli di sicurezza, frutto di decenni di evoluzione della tecnologia nel settore, possa essere veicolo di miglioramento delle condizioni ambientali, fonte di sicuro sviluppo occupazionale ( in una provincia con la presenza di 70.000 disoccupati) ed imprenditoriale collegato anche all'industria del freddo nel settore agroalimentare ed ittico.
Vogliamo rappresentare, inoltre, che nella nostra città si cerca continuamente di strumentalizzare l'opinione pubblica con informazioni inesatte tendenti a creare paura e preoccupazioni. Si propongono immagini catastrofiche di incidenti avvenuti sessanta anni fa e di altri più recenti relativi ad impianti di liquefazione e non di rigassificazione, attuando un vero e proprio "terrorismo psicologico" sulla popolazione per avere consensi sfruttando la paura creata con questa propaganda non veritiera e carpendo la buonafede dei cittadini inermi.
Infatti, ci chiediamo come mai a Brindisi si cerca di far sorgere nei cittadini ansie e timori, per altro infondati, mentre a Taranto le paritetiche istituzioni, le forze politiche ed i sindacati si dichiarano favorevoli ad un possibile insediamento dell'impianto di rigassificazione?
Molti uomini politici nazionali di entrambe le coalizioni hanno espresso il proprio parere favorevole; lo stesso On. D'Alema, nel corso della conferenza stampa che ha segnato la conclusione del tour elettorale in provincia di Taranto, ha dichiarato:" La mia opinione è che i rigassificatori si devono realizzare e nell’ambito di una politica energetica sono necessari".
Durante il suo discorso l'On. D'Alema ha inoltre sottolineato che:" i rigassificatori non comportano rischi di inquinamento. La realizzazione di un rigassificatore a Taranto apporta benefici per l'industria del freddo a ridosso di aree agricole qualificate e altre ricadute positive".
Ci chiediamo ancora, perchè pensieri così divergenti in due realtà cittadine così vicine tra di loro? perchè tanta avversione a Brindisi e, invece, tanti consensi a Taranto?
Ribadiamo che in una città che presenta un tasso di disoccupazione elevatissimo e che assiste quotidianamente a licenziamenti, al fenomeno della cassintegrazione ed alla perdita dei nostri giovani costretti ad "emigrare" pur di trovare un posto di lavoro, è necessario favorire tutte quelle opportunità che, nel rispetto dell'ambiente, consentano di operare una svolta in una economia che attualmente non può decollare per l'inerzia e per l'ingiustificata presa di posizione di alcuni personaggi della vita politica brindisina.
Nel nostro territorio non si possono aspettare i tempi lunghissimi previsti per la realizzazione di alcuni progetti e dei quali, però, si possono solo teorizzare i risultati finali senza nessuna certezza.
Nel rappresentare che sono state raccolte centinaia di firme di cittadini che sostengono l'azione svolta a favore dell'installazione del rigassificatore a Brindisi e che sono sicuramente l'espressione di una volontà popolare, auspichiamo che quanto prima si possa procedere alla realizzazione dell'impianto per promuovere la valorizzazione del territorio in termini di incremento occupazionale e di sviluppo industriale.
8. Lorenzo, Mercoledì 30 Agosto 2006 ore 18:57
Ciao, sono capitato qui per caso ma leggendo sono rimasto esterefatto da quanto ho letto. Dal mio punto di vista, ripeto dal mio punto di vista, non esiste che il governo centrale decida per la pelle della gente, uno perchè non ha conoscenza approfondita del loco, due perchè è facile dire facciamolo li tanto io abito da un'altra parte e se capita qualcosa....va bè.... Mi vengono in mente le immagini del video 9/11 di Moore in cui c'erano madri orgogliose dei propri figli soldato e della guerra in atto....ma.....quando sono morti questi figli le madri non erano più convinte nè della guerra nè della giusta causa,anzi manifestavano contro il governo....vogliamo arrivare qui?
C'è poi un punto non indifferente ovvero, quanto tempo e denaro ci vogliono per costruire un rigassificatore, quando finira il gas naturale?....Invito a visitare il sito
www.energoclub.it/doceboCms/page/33/Fonti_primarie_Metano.html
quello liquido stando agli ATTUALI(e cresceranno sicuramente) consumi duerà per 60/70 anni(sicuramente di meno visto i sicuri aumenti di consumo)e poi.....tra qualche decennio i gassificatori rimarrano cattedrali nel deserto.
Secondo me bisogna spendere i soldi in fonti rinnovabili che come dice la parola stessa si possono rinnovare. Non avremo bisogno di nessun fornitore, non dovremo lottare con nessuno per le risorse.Ultima cosa....Spagna e Germania vogliono diventare indipendenti al 100% entro il 2050, noi che apettiamo? Saluti a tutti e scusate l'intromissione.
9. marco cavicchioli, Mercoledì 30 Agosto 2006 ore 19:19
primo: se un rigassificatore serve per i prossimi 10 anni (e poi basta) lo si può sempre costruire, e poi abbattere. l'importante è che il bilancio finale di costi/benefici sia positivo!
secondo: lo stato è l'unico ad avere il diritto all'ultima aprola in italia. se lo stato dice: "non puoi rubare", e qualcuno si oppone, lo stato ha tutti i diritti per imporre la sua legge!!! altro conto è mettersi d'accordo con le comunità locali per realizzare le infrastrutture necessarie senza chiedere o imporre loro svantaggi inaccettabili. questo non significa dare diritto di veto ad alcuno (in italia il diritto di veto NON ESISTE), ma evitare di imporre le decisioni dall'alto come dogmi "divini". tant'è che, ad esempio, la sicilia si è già offerta di fare due rigassificatori, perchè loro non ono contrari...
10. elio, Domenica 3 Settembre 2006 ore 11:28
ma spagna e germania come faranno ad essere autonome al 100% se non hanno risorse? il sole e soprattutto il vento sono ancora troppo poco importanti, quasi utopici: ed allora resta il nucleare. Purtroppo il terrorismo psicologico di verdi e compagni non ci porterà da nessuna parte, ci sta rallentando e Dio sa quanto già stiamo indietro agli altri: no nucleare, no eolico, no TAV, no altre autostrade.....no Italia!!!
11. marco cavicchioli, Domenica 3 Settembre 2006 ore 11:42
è vero, elio, il "partito del no" esiste. ma è trasversale (ovvero non è identificabile con alcuna forza politica, ma con un atteggiamento diffuso un po' dovunque). così girano voci e falsi miti che rendono tutto ancora più difficile.
sono stato in Germania, ed ho visto come fanno: prendono delle decisioni, e se qualcuno protesta lo lasciano protestare. punto. così le cose si fanno. altrimenti hai ragione tu: si rimane troppo indietro!
12. Matteo, Giovedì 14 Settembre 2006 ore 20:13
Alcuni chiarimenti sono sicuramente necessari:
1. Non è vero che i Russi si tengono il gas per sè perchè hanno più freddo (I Russi hanno tutto il gas che desiderano con giacimenti immensi), bensì gli Ucraini ne prelevano una parte per le loro esigenze e poichè il metanodotto che arriva in Italia passa da loro, noi ne riceviamo meno del previsto.
2. Non è vero che i rigassificatori non sono impianti a rischio, tant'è che sono sottoposti alla normativa Seveso che riguarda "le industrie a rischio di incidente rilevante", pertanto inserire un impianto siffatto dove ne sono già presenti altri non è una genialata, dato il possibile effetto domino già richiamato da Valerio se non sbaglio. Pertanto se volgiamo farli occorre porli lontano da aree industriali ad alto rischio e da aree abitate, e in prendendo le decisioni in concerto con i cittadini, evitando i comitati "Non nel mio giardino" che dicono comunque no a prescindere, l'importante che non si faccia vicino a casa loro.
3. E sviluppare le fonti energetiche alternative (solare, eolico, biomasse ad esempio riconvertendo gli zuccherifici a produzione di etanolo)? Non è affatto vero che sono utopiche, certo non risolvono il problema energetico ma intanto aiutano a sopperire all'incremento di richiesta di energia!
13. STEFANIA RAUDINO, Lunedì 20 Novembre 2006 ore 01:05
IL RIGASSIFICATORE PER L’INCOLUMITA’ DELLA GENTE
Il polo industriale di Priolo - Augusta e Melilli è definito “non a caso”il triangolo della morte per una serie di motivazioni, io aggiungerei anche il triangolo dei rifiuti dove ormai si decide di mettere di tutto e di più. Per completare il capolavoro cosa si è deciso di fare?si è deciso di collocare sempre casualmente in queste zone un rigassificatore che di certo permetterà a tutti i residenti delle zone limitrofe e non di dormire e vivere quotidianamente in modo tranquillo. Gli studi effettuati ci consentono di affermare che il rigassificatore collocato nella zona industriale in caso di esplosione causerebbe una catastrofe; nel caso del peggiore incidente, una nube di gas incendiario si spingerebbe fino a 30 miglia (55 chilometri) distruggendo tutto nel suo cammino e causando un numero elevatissimo di morti. Secondo un altro studio preparato per il Pentagono l'energia contenuta in una gasiera è equivalente a quella di diverse bombe atomiche. Danni ambientali certi anche se non si conoscono con precisione gli effetti sull'ambiente marino. L'acqua marina raffreddata a -7° C e clorata dall'impianto (pari a 20-30 tonnellate di cloro attivo all'anno) causerebbe gravi danni alla pesca. Gli impianti produrrebbero svernamenti in mare e forti emissioni di metano ad alto effetto serra. Effettivamente l’uomo da sempre ha fatto il possibile per trarre un vantaggio alla propria esistenza, sin dalla cosiddetta fase primitiva a quella che oggi definiamo civilizzata. A mio avviso però la differenza fra l’uomo di un tempo e quello di oggi è sostanziale perché mentre il primo sfruttava il massimo per ottenere maggior profitto senza gravare troppo sull’ecosistema, il secondo vuole il tutto a discapito di tutto ottenendo così l’esatto opposto. Questo mi porta a dover affermare con rammarico che ci definiamo uomini di un’era che è solo “apparentemente” civilizzata, a mio avviso con tante lacune al livello morale e pratico. L’uomo di oggi è troppo abituato al benessere economico è incapace di rinunciarvi, quest’agio sproporzionato lo porta a mettere in pericolo se stesso ed i suoi predecessori, e con il tempo anche al completo annientamento.
In difesa dei diritti dei cittadini è nato il
COMITATO POPOLARE PER DIRE NO ALLA COLLOCAZIONE DI UN RIGASSIFICATORE NEL POLO INDUSTRIALE DI PRIOLO- MELILLI- AUGUSTA
Se vuoi sostenere questa LOTTA PER LA VITA dacci una mano, metti una firma anche tu:
Puoi firmare anche online su norigassificatori.net
14. adriano cian, Domenica 3 Dicembre 2006 ore 08:24
certo che firmo, io abito nella zona del golfo di trieste dove cercano di rifilarci 2 rigassificatori, uno a TERRA E UNO OFF SHORE ... oltre a raccontarci un sacco di palle sulla "sicurezza" di questi impianti, che se solo per un malaugurato incidente - di qualsiasi genere - (vedi nuova linea sperimentale ferroviaria tedesca o vari incidenti aerei, ritenuti poco probabili per la grande cura e manutenzione...MA SUCCEDONO !)Immaginiamoci il TIRO che può verificarsi se scoppia UNA 1 nave piena di settantaquattro 74 MILIARDI DI LITRI DI GAS! E ne arriveranno UNA al giorno per ANNI!
Perchè lo Stato non "consiglia" per non dire OBBLIGA affinche' le nuove costruzioni edilizie tengano conto del risparmio energetico -CASA PASSIVA-, perchè lo studioso e scienziato e premio NOBEL italiano RUBBIA completa in Spagna ad Almeira le sue ricerche avanzatissime sul progetto ARCHIMEDE -specchi ustori- niente di nuovo ma efficentissimo ed invece gli stessi spagnoli ci rifilano i rigassificatori? Mi piacerebbe tanto capire perchè non si PROPONGONO NUOVE E PULITE TECNOLOGIE...PERCHE' NON SI DICE ALLA GENTE CHE LA "TERRA" IL NOSTRO BELLISSIMO PIANETA, NON PUO' SOPPORTARE OLTRE , anzi siamo già oltre, IL MODELLO DELETERIO DI VITA CHE STIAMO PORTANDO AVANTI?
Date una letta - x chi vuole saperne di più, con reali cognizioni di causa, al libro -I NUOVI LIMITI DELLO SVILUPPO- di Donella e Dennis Meadows e Jorgen Randers, edito da Mondadori.
Saluti
Adriano Cian
15. marco cavicchioli, Domenica 3 Dicembre 2006 ore 18:32
adriano, il sole non ci salverà dalla crisi energetica nei prossimi 20/30 anni. ma potrà contribuire a farlo, così come contribuirà (anche se in modo più sostanziale) il gas naturale. la differenza, oltre al diverso impatto ambientale, sta nel fatto che per quanto riguarda il gas dipendiamo quasi esclusivamente da Russia, Algeria ed Olanda. e per questo siamo fortemente svantaggiati (mentre per quanto riguarda il sole non dipendiamo da nessuno).
io sono uno dei più forti sostenitori dell'energia solare, ma sono sufficientemente informato per sapere che non potrà essere utilizzato a breve per sostituire di colpo tutte le fonti fossili. per questo chiedo che, nel frattempo, perlomeno ci liberiamo dal giogo dei 3 paesi da cui compriamo il gas naturale (che, a differenza del petrolio, non è ancora entrato nella fase calante della produzione).
16. adriano cian, Lunedì 4 Dicembre 2006 ore 15:01
marco mi sa che tu "nel frattempo" non sia sufficientemente informato su tante cose e quindi il discorso finisce qui.
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire etc...etc...
Saluti
Adriano Cian
17. Christina Sponza, Mercoledì 7 Febbraio 2007 ore 11:15
Spero di contribuire al dibattito sui rigassificatori invitandovi a visitare il sito www.tecnosophia.org
18. Marco Cavicchioli, Mercoledì 7 Febbraio 2007 ore 18:54
ottimo consiglio, christina. grazie di averlo segnalato.
19. Luca Rossi, Venerdì 9 Febbraio 2007 ore 11:40
Il gas metano giunge attualmente in Italia tramite metanodotti. E' previsto un potenziamento di alcuni metanodotti. Questo consentirà di ricevere gas metano in abbondanza anche senza rigassificatori. I rigassificatori servono invece a trasformare l'Italia in un "hub", ossia in un polo di smistamento e vendita del metano all'estero.
Per quanti riguarda i rigassificatori offshore(ad es. livorno),per la loro costruzione si opera un dragaggio dei fondali con ben 4.500.000 metri cubi di fanghi;risulta che, in alcuni contesti, sono contaminati da sostanze tossiche che rientrano in soluzione con un impatto negativo sull'ecosistema.
Scrive il giornalista Manlio Dinucci: "Come mostra un documentario statunitense realizzato da Tim e Hayden Riley, la nube di vapore fuoriuscita per incidente da una nave gasiera si spanderebbe sulla superficie marina molto più rapidamente che su quella terrestre e, incendiandosi una volta raggiunta la costa, brucerebbe tutto al suo passaggio. Uno studio commissionato dal Pentagono afferma che l'energia sprigionata equivarrebbe a quella di 55 bombe di Hiroshima (prive di radiazioni). Un altro studio, commissionato dalla città di Oxnard
(California) prevede che la nube di fuoco si spanderebbe in un raggio di 55 km" (Il Manifesto 26/3/06).
20. Marco Cavicchioli, Sabato 10 Febbraio 2007 ore 09:50
il problema, luca, non sono le quantità di metano in ingresso (che sono e rimarranno sufficienti), ma il fatto che tramite metanodotti lo possiamo acquistare soltanto da russia, algeria, olanda e norvegia. e, dato che da russia ed algeria ne arriva la parte più cospicua, se la russia o l'algeria decidono di fare la voce grossa in materia (ad esempio alzando i prezzi) siamo spacciati, e non possiamo farci nulla.
l'unico modo per liberarci da questa schiavitù è quello di poter comprare il metano da chi ci pare.
questo, tuttavia, come è facilmente comprensibile non influisce affatto sui problemi tecnici di realizzazione dei rigassificatori. ma invito a riflettere profondamente anche sui metanodotti: credete veramente che un metanodotto sia meno pericoloso, ed abbia un impatto ambientale inferiore, rispetto ad un rigassificatore? qua non stiamo scegliendo tra una soluzione ottimale, ed una secondaria, ma tra due soluzioni possibili aventi entrambe vantaggi e svantaggi. e, come spesso accade, in queste situazioni la osa migliore è scegliere entrambe le soluzioni, per poter sfruttare i vantaggi dell'una e dell'altra, diluendo i rischi reciprochi.
21. Arem, Mercoledì 19 Settembre 2007 ore 15:36
Bella la spiegazione.
Un solo appunto.
Non è vero che l'Italia produce la maggior parte dell'energia elettrica bruciando con gas metano. Il 75% dell'energia che l'Italia fornisce alle utenze dei cittadini viene fresco fresco direttamente dalle centrali svizzere, francesi e in piccole quantità da quelle tedesche. Solo una percentuale bassissima viene prodotta direttamente qui in Italia.
Eblematico il blackout di qualche anno: quella dorsale proveniva dalla francia, passando dalla svizzera.
Per i rigassificatori bisognerebbe convincere I Verdi e gli ambientalisti. Questo governo vorrebbe farli (qualcuno) ma non ha la forza poichè è semplicemente ricattato.
Saluti
Arem
22. Xavigzio, Mercoledì 10 Ottobre 2007 ore 01:53
Mi limito a far presente che a Livorno (sede attuale di discussioni a proposito di un rigassificatore off-shore) la sinistra in coerenza con i Verdi, combattono animatamente contro questo progetto,usando anche ciò che a parer mio rasenta il terrorismo, in quanto fanno uso spregiudicato di argomentazioni allarmistiche diffondendo dei dati assolutamente falsi e irreali, dati tecnici che vengono contestati da persone senza alcuna qualificazione tecnica.
Spero sinceramente che venga fatta chiarezza in merito, soprattutto per tutti qui giovani che conviveranno con i problemi energetici che li attendono nell'imminente futuro.
23. marco cavicchioli, Giovedì 11 Ottobre 2007 ore 17:07
spesso non ci si rende conto che tali comportamenti in realtà non fanno altro che screditare gli stessi personaggi che se ne rendono responsabili, perchè evidenziano i reali fini (o interessi) del loro comportamento, che poco hanno a che fare con il benessere del paese e degli italiani!
24. Giancarlo, Lunedì 21 Aprile 2008 ore 12:48
Gran parte del metano serve per il riscaldamento. Tutta l'italia mediterranea può riscaldarsi senza metano, con i pannelli solari e con l'isolamento delle abitazioni e delgli uffici. Esistono in europa ormai circa 60 milioni di cittadini che vivono in case senza riscaldamento da fonti fossili la magioranza in nord Europa. Pertanto anche il nord italia può raggiungere l'indipendenza dalle fonti fossili per il riscaldamento. I paesi scandinavi progettano di arrivare nel 2012 a zero petrolio per il loro fabbisogno. Usiamo il metano dei metanodotti per il resto e non abbiamo bisogno dei rigassificatori. anche per il fatto che quando il primo sarà in funzione circa 2012- 15 il metano e le altre fonti fossili secondo le previsioni più accreditate avranno costi alti. Noi spendiamo il denaro prevvisto per i rigassificatori e per il nucleare per le fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico) e nel 2015 avremo raguinto l'autosufficenza per tutto il settore civile, per le industrie potremo continure a usare le fonti fossili. Mi sembra tutto sommato un ragionamento possibile. In più non avremo danneggiato il nostro territorio e incrementato il turismo e migliorato l'agricoltura di qualità senza rischi. Ho un forte dubbio che coloro che guadagnano dai rigassificatori e del nucleare siano sempre i soliti affaristi a tutti i costi i chi se ne frega del futuro e dei cittadini a rischio.
saluti Giancarlo
25. marco cavicchioli, Lunedì 21 Aprile 2008 ore 14:45
giancarlo, dimentichi un paio di punti importanti: quanto tempo e quanti soldi ci vogliono per riconvertire l'intero comparto dell'approvvigionamento civile di calore dal metano al solare. altrimenti, se nicchi, rischi di fare pura e semplice accademia. ora la domanda che ti voglio fare è questa: secondo te quanto tempo ci vorrebbe? sappi che, se non hai una risposta, la tua proposta muore. inoltre chi paga? io e te, con nuove tasse?
fammi sapere.
26. Giovanni Formisano, Giovedì 24 Aprile 2008 ore 21:28
Seduti su una Bomba
Pochi problemi negli ultimi anni hanno acceso un dibattito tanto accalorato come gli impieghi e i pericoli potenziali dell'energia atomica. Finora gran parte della controversia è stata centrata sugli incidenti nuclearie sulla questione se essi costituiscono una reale minaccia per la vita umana, come gli oppositori dell'energia atomica affermano. In base ai dati di cui si dispone, è difficile pervenire ad una conclusione definitiva, ma una cosa è certa; benchè gli incidenti nucleari siano stati finora mantenuti sotto controllo, non esiste alcuna garanzia assoluta che questa situazione continuerà a permanere anche in futuro.
27. marco cavicchioli, Lunedì 28 Aprile 2008 ore 16:58
giovanni, non esiste nemmeno alcuna garanzia assoluta che non ti scoppi il tubo del gas e che salti in aria insieme a tutto il vicinato... ma questo non credo ti faccia preferire scaldarti a legna! le garanzie assolute non esistono, e dobbiamo farcene una ragione. l'importante è che ce ne siano a sufficienza per poter stare tranquilli. attualmente, per quanto concerne il nucleare, ne abbiamo a sufficienza per stare tranquilli.
28. Pietruccio, Martedì 29 Aprile 2008 ore 17:24
Caro Marco,
ho capito come la pensi sui rigassificatori anche se vedo che "colpevolmente" non fai cenno alle condizioni oltremodo e irragionevolmente vantaggiose nei confronti di chi investe su quei dispositivi: a Report dicevano che, oltre a una sovvenzione statale, eventuali perdite andrebbero a carico di noi utenti mentre, ovviamente, eventuali profitti se li prenderebbero gli investitori.
Non ho invece capito come la pensi sul nucleare.
Le tue frasi
"Certo, anche io protesterei se lo volessero costruire sotto casa mia, ma nessuno mi venga a dire che non ci sono posti in Italia dove costruire un rigassificatore sufficientemente lontano dai centri abitati! "
"In sintesi, dei rigassificatori non possiamo farne a meno se non vogliamo rimanere al freddo, e non ha senso impedirne la costruzione se non vengono violate le più banali e ferree regole di sicurezza. Devono ovviamente essere realizzati in luoghi adatti ed idonei, distanti dai centri abitati e con impatto ambientale accettabile."
si possono applicare esattamente anche alle centrali atomiche. E quindi, in questo senso, le condivido in quanto ritengo indispensabile anche a questa fonte di energia.
Quello mi preoccupa è la mancanza di senso della realtà di molti che intervengono a favore delle rinnovabili che credono che in pochi anni si possa far andare l'Italia solo con questo tipo di fonti.
Vorrei ricordare un paio di cosette che bisognerebbe tener presente.
1) Le case "passive" costano tanto oro quanto pesano: probabilmente chi è intervenuto nei post precedenti si voleva riferire alle case a "basso consumo" (che però sono un'altra cosa e consumano sì meno, ma consumano pur sempre una buona quantità di energia). Casomai c'è da chiedersi come mai solo ora in questo paese ci siamo accorti che bisogna risparmiare sull'edilizia civile (l’edilizia assorbe il 50% circa dei consumi di energia in Italia): io un'idea ce l'ho ma non la dico. Come diceva qualcuno a pensar male si fa peccato però...
2) Con l'eolico, dati alla mano, nel 2007 sono stati prodotti 4.1 TWh (dati TERNA) che corrispondono allo 0.2% del fabbisogno energetico totale italiano (0.4% se facciamo riferimento al combustibile fossile risparmiato). Col fotovoltaico, (nonostante gli incentivi vergognosi che paghiamo tutti noi) 100 volte di meno (sì: lo 0.002% del fabbisogno nazionale). Come si giustifica allora l'atteggiamento arrogante di chi propone queste tecnologie come sostituto delle fonte fossili e sputa sul nucleare? Naturalmente, grazie a Dio, ci sono anche altre fonti rinnovabili (8% del totale sostanzialmente biomasse, idroelettrico, geotermico). Gli addetti ai lavori sanno bene, però, che non è certo col solare o con l'eolico che ne usciremo, e neanche con le case passive, anche se tutto contribuirà a mitigare la pesante crisi che probabilmente seguirà, fra qualche decennio, il calo delle risorse fossili del petrolio e del gas.
29. marco cavicchioli, Martedì 29 Aprile 2008 ore 17:32
pietruccio, sono abbastanza d'accordo con te. le fonte rinnovabili sono un'ottima cosa, ma non credo che basteranno. il nucleare mi pare una soluzione obbligata.
30. Pietruccio, Martedì 29 Aprile 2008 ore 18:45
Abbastanza ?
A cosa ti riferisci?
31. marco cavicchioli, Martedì 29 Aprile 2008 ore 19:07
sulle fonti rinnovabili bisogna investire. e bisogna investire molto (non sapevo se anche tu condividevi questa mia opinione). ciò però non toglie che, anche se ci investissimo molto, difficilmente riusciremmo a sostituirle al petrolio (ed al gas). pertanto il nucleare rimane un'opzione irrinunciabile, anche se il solare (ad esempio quello termico a concentrazione) è preferibile.
32. Pietruccio, Martedì 29 Aprile 2008 ore 19:20
Ok. Perfetta identità di vedute, allora.
Mi fa piacere: non mi capita spesso (sopratutto a sinistra)!
33. marco cavicchioli, Mercoledì 30 Aprile 2008 ore 09:02
purtroppo, Pietruccio, a sinistra per troppo tempo si sono spese tonnellate di parole (spesso a vanvera) per semplice incapacità di affrontare i problemi concreti. cosa che ci ha portato, lentamente, verso il declino. il fatto però è che il popolo ha bisogno di risposte concrete ed effettive, non di parole. qualcuno, come noi, l'ha capito e sta cercando di afrontare i problemi con obiettività e concretezza, ma molti altri sono ancora rimasti al vecchio modo di pensare, intriso di teorie ed ideologie, ma perdente sotto tutti i punti di vista.