I giovani e le nuove politiche progressiste italiane
Ci
sono tre "storie" di cui si parla moltissimo in questi giorni ed alle
quali, al posto che dedicare 3 post, ne dedico uno solo
omnicomprensivo, onde evitarvi maratone blogosferiche eccessivamente
impegnative.
Il Laziogate.
Diciamocelo: Storace non è Nixon! Le notizie
che girano in questi giorni (la procura di Milano ha arrestato alcuni
loschi personaggi rei di aver spiato Piero Marrazzo e Alessandra
Mussolini durante la scorsa campagna elettorale per le regionali nel
Lazio, a cui partecipava anche l'ex governatore Storace)
sembrerebbero prospettare una situazione molto simile allo scandalo
Watergate (che costò la poltrona di Presidente degli Stati Uniti
d'America a Richard Nixon). Ma la statura, in tutti i sensi, è diversa.
Nixon non mi è mai piaciuto, come non mi piace Storace, ma se non altro
l'americano non aveva l'atteggiamento da spaccone cociaro che ha sempre
caratterizzato l'immagine pubblica dell'attuale ministro della sanità
italiano. E, di sicuro, l'esito del Laziogate non farà dimettere il
Presidente del Consiglio italiano. Rimane tuttavia un "non so che" di
simile che aspettiamo per poter giudicare: lasciamo che la giustizia
faccia il suo corso. Ci ritorneremo quando l'inchiesta sarà conclusa.
L'editoriale di Paolo Mieli.
"Poracci", direbbe Storace. Per tutta l'estate, e dico TUTTA l'estate,
hanno tentato di scalare il pacchetto azionario del Corriere, di
appropriarsene per far fuori l'attuale proprietà e l'attuale direzione,
e poi si stupiscono
se quelli ce l'hanno un pochino con loro? Io, che ho sempre stimato
moltissimo l'immensa professionalità di Paolo Mieli, fossi in lui sarei
sceso in campo ben prima, e con tutti i mezzi possibili. Non per
fargliela pagare, ma per far capire che in questo paese c'è ancora
gente libera che non getta la spugna davanti all'arroganza di una
fazione politica che sta tentando di accaparrarsi tutto, e dico TUTTO,
ciò che è possibile accaparrarsi. Gettano il sasso nel fiume, e poi
nascondono la mano gridando al primo che glielo fa notare. Vergogna.
L'ora di religione nelle scuole.
Nelle scuole, durante l'ora di religione, si potrebbe insegnare l'Islam, oltre che il Cattolicesimo. NON CI STO.
Non ho nulla contro l'Islam (e nemmeno contro il Cristianesimo), ma mi
da fastidio che i programmi scolastici siano delle specie di juke-box,
in cui inserisci la monetina e puoi chiedere che cosa si deve
insegnare. Se sei Testimone di Geova potrai chiedere che venga
insegnato anche il tuo credo? E se sei Buddista o Induista? E se credi
in Scientology? E se credi che i bambini a 13 anni debbano suicidarsi
in gruppo?
Credo che la religione andrebbe tenuta fuori dalla scuole, così come lo
deve essere dalle cose che riguardano lo Stato (che è laico per
definizione). Lo studio scolastico della storia delle religioni mi sta
bene, perchè costituirebbe un arricchimento dal punto di vista
culturale. E siccome a scuole si va (o si dovrebbe andare) per imparare
qualcosa, e per arricchire la propria scarsa cultura, ogni cosa che
possa effettivamente permettere di raggiungere questo risultato deve
essere ben accetta (nel limite del possibile). Ma un conto è insegnare
in cosa consistono le varie religioni (se ai nazisti ed ai fascisti
avessero insegnato cos'è veramente l'ebraismo forse avrebbero avuto
qualche pregiudizio in meno...), un conto è insegnare QUESTA o QUELLA
religione, come se la scuola dovesse trasformarsi in un'occasione di
catechesi per l'una o l'altra confessione. E le confessioni che ne
rimangono fuori? Forse sarebbe meglio lasciarle "fuori" tutte, e
tornare ad insegnare ai nostri ragazzi cose che possano servire loro a
capire come è fatto il mondo in cui viviamo.
alle 09:47
Antonello
Ciao, concordo con quello che scrivi in pieno. E ti sorprenderà perchè sono una persona che segue la religione di Scientology da una decina d'anni.
La religione è sempre stata affrontata e gestita in un ambito non suo e cioè la politica. Le religioni pagane non avevano questo connotato di azione in "arena politica" e la spiritualità di quei popoli non era superficiale nè da mettere in discussione.
Poi è arrivata la religione monoteista di stampo mediorientale. Le radici gnostiche e morali sono sempre le stesse in ebraismo, cristianesimo e islam. Se noti sono queste religioni che hanno assaltato la politica e si sono sovrapposte alla società laica.
Non che il mio sia un attacco teologico o filosofico a queste religioni. Ma è un fatto storico. Che ancora ci portiamo dietro.
Ognuno poi può avere una propria opinione sugli aspetti personali della spiritualità e di questo se ne può discutere in altra sede.
A scuola ho sempre avuto l'ora di religione. Perchè? Perchè così si cazzeggiava. Ma che storia è questa. A quei tempi non conoscevo Scientology e forse almeno nominalmente mi potevo definire cristiano anche se non praticante.
Ma storcevo il naso. Anch'io pensavo che, al limite, ai bambini sarebbe stato doveroso insegnare "storia delle religioni" e una comparazione delle religioni presenti. Per far almeno comprendere che uno dei fondamenti del convivere civile è il rispetto dell'altrui fede religiosa.
Scientology è una religione moderna. E' nata in un contesto moderno ma ha radici filosofiche molto antiche ma per lo più al di fuori del contesto ebraico-cristiano. Nessuno di noi vorrebbe che venisse svilita all'interno di una pagliacciata come l'ora di religione a scuola.
Saluti cordiali.
Antonello