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Mag 06 1

Il carbone al posto del petrolio

Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 16:50 in Altro, Approfondimenti, Proposte


CarboneQuanti di voi sanno che il carbone può essere gassificato (ovvero: trasformato in gas)?

Ebbene la tecnologia per gassificare il carbone non solo è disponibile, ma riduce del 50% l'impatto ambientale della combustione del carbone! Una centrale elettrica alimentata a gas di carbone inquina meno di una centrale elettrica a petrolio (ovvero ad olio combustibile).

Perchè vi dico questo? Perchè in questi tempi, in cui il prezzo del petrolio continua a salire, ci si inizia a guardare attorno per trovargli una valida alternativa.
Il carbone sarebbe, a rigor di logica, l'alternativa migliore (ce ne sono immense scorte non ancora sfruttate sul pianeta, si trova un po' dovunque e costa pochissimo), ma finora si è sempre stati piuttosto scettici su un suo utilizzo al posto del petrolio perchè il carbone inquina molto di più. Inoltre non è facilmente trasportabile (non è nè liquido, come il petrolio, nè gassoso, come il metano).

Tuttavia, come facevo notare sopra, esiste una tecnologia che è in grado di gassificare il carbone, e che cancellerebbe con un solo colpo due dei grandi difetti del carbone: l'enorme impatto ambientale e la trasportabilità.
Il gas di carbone sarebbe infatti molto più semplice da trasportare, rispetto al carbone solido, tanto da poter presupporre in futuro anche il suo utilizzo nei serbatoi delle nostre automobili! Così come possiamo alimentarle a GPL (ovvero Gas di Petrolio Liquefatto) probabilmente potremmo alimentarle anche a gas di carbone.
Inoltre il processo di gassificazione del carbone ne elimina buona parte di quelle impurità che lo rendono altamente inquinante, e ne aumenta la resa calorifica migliorandone la combustione.

Con il gas di carbone, quindi, potremmo avere a disposizione nuovamente molto carburante, e relativamente poco inquinante. Il problema a questo punto sarebbero i costi.
Infatti se il carbone (solido) costa pochissimo, gassificarlo invece non è una passeggiata: il gas di carbone sarà sì più "pulito", ma costerebbe di più. Attenzione, però: costerebbe più del carbone solido, ma probabilmente comunque meno del petrolio!

Il fatto è che tale tecnologia probabilmente non è da considerarsi come completamente espressa. Mi spiego: investendo cospicui fondi nella ricerca tecnologica probabilmente si potrebbe far sì che il processo di gassificazione del carbone divenisse meno costoso di quanto non lo sia attualmente, e forse anche meno inquinante, riducendo al massimo le impurità contenute nel gas di carbone risultante. Possiamo quindi sperare in un futuro in cui sostituire il (caro) petrolio con un carbone più economico e meno inquinante (oltre che più facilmente disponibile)? Non lo so, ma so che se investiamo con decisione in questo campo questa potrebbe realtà potrebbe avverarsi e potrebbe dischiudere nel prossimo futuro scenari davvero interessanti.

Per questo non dobbiamo fermare la ricerca, e l'innovazione!

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'Senzapelisullalingua.it' ha detto in I rigassificatori visti da sinistra:

Il carbone al posto del petrolio, ovvero lopinione su carbone e rigassificatori di Marco Cavicchioli, presidente dellassociazione dei Giovani per LUnione. Quanti di voi sanno che il carbone può essere gassificato (o... [continua]

Commenti

1. demetrio, Lunedì 1 Maggio 2006 ore 20:49

...si è una cosa nota... a Fiume Santo (Sardegna - Alghero) c'è una delle più avanzate centrali a carbone di europa...che l'enel regalò agli spagnoli di Endesa per non dover subire le pressioni degli ecologisti ancora legati all'idea di un carbone che inquina....invece il carbone è il combustile a più alto rendimento energetico.
Marco....perchè non lo dici al buon Marrazzo che ha fermato il progetto della centrale di Civitavecchia...

2. Rosario Mastrosimone, Lunedì 1 Maggio 2006 ore 21:28

Eppure, a quanto mi risulta, perfino i verdi italiani sono a favore dei rigassificatori.

C'è anche da dire che non è importante solo la questione astratta rigassificatori si/rigassificatori no, ma anche come si fanno, come si sceglie dove farli e dove si fanno.

3. Demetrio, Martedì 2 Maggio 2006 ore 09:54

Appunto..... i verdi a favore dei rigassificatori...mah dai fatti sembra di no...
comunque i rigassificatori per il gas sono una "scemenza" ed una "bruttura" che ci vogliono imporre per non intaccare il monopolio di ENI e SNAM!!
Leggetevi i rapporti dell'Authority sull'energia riguardo all'abuso di posizione dominante di ENI.

4. MarcoCavicchioli, Martedì 2 Maggio 2006 ore 09:57

@demetrio: mi riferivo proprio a civitavecchia con questo post...

5. MarcoCavicchioli, Martedì 2 Maggio 2006 ore 10:00

sui rigassificatori invece la questione credo sia più complessa, perchè ha due aspetti opposti tra loro: SE farli, e DOVE farli. il NIMBY ci insegna che "se" e "dove" purtroppo sono contrastanti tra loro, tuttavia ciò non toglie che facendoli in mare, ad esempio, una buona parte dei problemi di impatto ambientale verrebbero bypassati. quindi in questo caso specifico sarebbe sufficiente adottare una strategia attenta e non dovrebbero esserci grandi problemi a realizzarli!

6. Deserteur, Martedì 2 Maggio 2006 ore 12:05

Questo articolo mi pare molto superficiale, perché nell'ansia di poter continuare a scorrazzare col gippone (scusate l'ironia) non affronta il problema principale. Il carbone produce, a parità di energia generata, il 30% in più di anidride carbonica (CO2) rispetto al petrolio. Questo è un dato fondamentale, che nessuna scoperta tecnologica può cambiare, perché è proprio dall'ossidazione degli atomi di carbonio che viene la produzione di energia. L'anidride carbonica causa il riscaldamento globale. Sostituire i combustibili tradizionali con derivati del carbone, mantenendo l'attuale assurdo e inefficiente sistema di trasporti, equivale a dare il colpo di grazia al clima del nostro pianeta, che è già sulla via del collasso. Non coltivate irrealizzabili sogni tecnologici: dobbiamo imparare a consumare meno.

7. MarcoCavicchioli, Martedì 2 Maggio 2006 ore 12:51

caro desertur, se tu mi conoscessi sono sicuro che non avresti mai azzardato di definirmi "superficiale"! ma te lo perdono perchè, evidentemente, non mi conosci...
il carbone potrebbe sostituire il petrolio per un tempo determinato, breve, ma sufficientemente lungo da poterci consentire di sviluppare su larghissima scala una produzione energetica a bassa emissione di gas serra. tuttavia non ha alcun senso credere (o sperare) che si possa di colpo fare a meno degli idrocarburi fossili, a meno di non accettare pericolosissime involuzioni dell'economia mondiale, con relativo crollo degli standard di vita attuali.
se è vero che l'obiettivo finale deve essere quello di sbarazzarci definitivamente dei carburanti a combustibile fossile, è tuttavia allo stesso modo vero che allo stato attuale dei fatti non vi sono alternative che possano consentirci di sostituirli immediatamente senza creare più problemi di quelli che si vorrebbe risolvere con una strategia simile.
come vedi l'autore di questo blog non è affatto superficiale...

8. Demetrio, Martedì 2 Maggio 2006 ore 15:57

Il carbone se gassificato ha un impatto ambientale estremamente ridotto. In ogni caso tutte le centrali basate sugli idrocarburi ed il carbone emettono Co2.
Sono d'accordo sulla proposta di consumare meno ma ritengo la questione posta in termini "superficiali", infatti non possiamo tout court portare le lancette indietro e fermare tutto nel mondo....non possiamo farlo e non avrebbe senso farlo.
Invece dobbiamo traghettare la nostra produzione di energia verso modelli sostenibili e la possibilità di utilizzare il carbone gassificato è una delle strade migliori fra quelle disponibili che garantisce basso impatto ambientale, facilità di trasporto e permette di liberare le risorse economiche attualmente assorbite dal petrolio verso le nuove soluzioni eco-compatibili che costano in termini di investimento e ricerca.
....capisco certa propaganda alla "Grillo" però l'economia globale è un fenomeno complesso e non si può affrontare con al clava dei pregiudizi ideologici, purtroppo internet è pieno di luoghi comuni sull'ambiente, la politica e l'economia ma in questo blog le cose sono diverse....mi permetto di difendere Marco che avrà i suoi difetti come tutti ma non è affatto superficiale.

9. Deserteur, Mercoledì 3 Maggio 2006 ore 09:53

Parlare di passaggio su larga scala al carbone senza neanche menzionare il problema del riscaldamento globale è superficiale. Mi rendo conto comunque del fatto che voi non avete minimamente compreso quanto sia grave il problema del riscaldamento globale, e quanti disastri causerà nel prossimo futuro, in primo luogo in termini di sicurezza alimentare. Che dire? Continuate a crogiolarvi nel vostro mondo da occidentali benestanti fatto di consumismo, irrinunicabili serate in discoteca col gippone e gadget elettronici importati dalla Cina prodotti da operai-schiavi (è la globalizzazione, baby). Se in Africa la gente morirà di fame a causa dei raccolti persi a causa di eventi estremi causati dal riscaldamento globale, o in Bangladesh morirà nelle inondazioni, semplicemente cambierete canale del televisore da 80 pollici. Tutti gli idrocarburi producono CO2, ma non sono equivalenti, caro Demetrio: a parità di energia termica prodotta, il metano è quello che ne produce meno, e il carbone (che a rigore non è neanche un idrocarburo) quello che ne produce di più. Da notare che nessuno propone di cambiare tutto "tout court". E neanche il petrolio finirà "tout court", semplicemente l'offerta inizierà gradualmente a declinare. Ridurre i consumi energetici, specie nel settore dei trasporti, in accordo a questa tendenza, e riconvertire l'economia orientandola verso i cicli corti e le produzioni locali, sviluppando al contempo una rete di trasporto pubblico su rotaia efficiente, non sarebbe impossibile, se ce ne fosse la volontà. Ma è certamente più comodo produrre carburante dal carbone, e continuare a crogiolarsi nell'economia dello spreco, di un'automobile per ciascuno, lasciando i problemi alle generazioni future. Questa comunque non è propaganda alla Grillo, che non leggo e non ascolto, sono le mie idee maturate in anni di studio e approfondimento.

10. MarcoCavicchioli, Mercoledì 3 Maggio 2006 ore 10:34

@deserteur:
primo - non ho il gippone ed odio chi se lo compra;
secondo - non è con la rabbia che si governa il mondo, ma con l'intelligenza e la logica;
terzo - il riscaldamento globale è un problema serio che si deve affrontare parallelamente a quello degli equilibri economici globali.
l'uno non esclude l'altro. se poi ti trovi senza lavoro perchè la tua azienda fallisce perchè il costo della benzina è troppo alto sai cosa te ne fai del riscaldamento globale?
inoltre il carbone gassificato emette MENO CO2 rispetto al petrolio e quindi sarebbe bene che ti informassi prima di inondarmi il blog di scemenze (e insulti).
su questo blog i temi ambientalisti (tra cui spica quello legato al riscaldamento globale) hanno ed avranno sempre un posto garantito. così come lo avranno anche i temi economici. se poi a qualcuno da fastidio che si parli anche di economia allora se ne faccia una ragione. senza aria non si campa, ma senza soldi si campa male.

11. Deserteur, Mercoledì 3 Maggio 2006 ore 12:15

Il carbone gassificato emette meno CO2 dei derivati del petrolio? Presumo che tu abbia un riferimento a qualche lavoro scientifico pubblicato su riviste internazionali per sostenere questa mirabolante tesi. Io la trovo altamente improbabile, anche se non posso dilungarmi qui sul perché: basta andare a vedere le reazioni coinvolte e fare il calcolo delle entalpie di reazione. A meno che tu non stia parlando di sequestro della CO2 prodotta, una tecnologia tutt'altro che provata, che pone tra l'altro problemi etici comparabili a quelli delle scorie nucleari a lunga vita (chi ci assicura che col passare del tempo la CO2 sequestrata non torni fuori?). Come vedi, la questione è complessa e sfaccettata, e certamente non può essere ignorata da chi pensa di propagandare le virtù del carbone come sostituto dei derivati del petrolio. La verità, ragazzi, è che voi siete nati e cresciuti nel mito della tecnologia che risolve tutti i problemi, e siete perciò impreparati ad accettare l'esistenza di limiti fisici alla crescita economica, limiti che furono così bene indicati già prima che voi nasceste nel rapporto "The Limits of Growth". Solo che questi limiti esistono, e stiamo per scontrarci con essi, e non c'è sviluppo tecnologico che possa evitare il collasso che ne seguirà (quello sì veramente catastrofico) se non iniziamo a trasformare le economie da economie della crescita in economie stazionarie. Non hai il gippone? Magari non hai neanche il lettore MP3 costruito dai bambini cinesi con le loro agili ditine? Non è questo il punto, il punto è che il gippone è l'aspirazione del 90% dei tuoi coetanei, e più li lasciamo nell'illusione che possano averlo tutti senza conseguenze per il pianeta più brutale e tragico sarà il risveglio alla realtà. Meglio un po' di caro benzina oggi, che faccia riscoprire l'uso della bicicletta per andare da casa al lavoro, che la salinizzazione della pianura padana e la scarsità alimentare domani.
Se non ti piacciono i commenti, non consentire ai lettori di inserirne.

12. MarcoCavicchioli, Mercoledì 3 Maggio 2006 ore 13:36

il potere calorifero del gas di carbone è superiore a quello dell'olio combustibile. ciò significa che, a parità di energia prodotta, ne viene utilizzato di meno. visto che è di energia che stiamo parlando questo significa che, sostituendo il gas di carbone al petrolio, le centrali elettriche emetterebbero meno CO2.
per quanto riguarda la benzina non ho dati in proposito, ma sospetto che il discorso possa essere simile. ciò non toglie che l'utilizzo del gas di carbone al posto della benzina deve essere soggetto ad ulteriori innovazioni tecnologiche che, in questo specifico campo, sono ancora insufficienti.

inoltre la politica serve proprio ad affrontare i problemi a cui fai riferimento tu, ma non lo può fare a prescindere dal mondo e dal popolo. chi crede che la politica debba imporre al popolo le volontà di qualche oligarchia di fatto agogna una dittatura degli intellettuali, a tutto svantaggio della democrazia (che, come sai, è il governo di tutto il popolo, ignoranti compresi).

a me piacciono molto i commenti (potrai notarlo facendoti un giretto sul blog) ma non posso sopportare chi viene qui a giudicare me, ed il mio blog, dopo averne letto soltanto 2 o 3 righette. questo non lo sopporto e quindi lo combatto. come è logico e sacrosanto che sia.
se invece non ti piace che qualcuno possa chiederti un minimo di rispetto allora sei libero di andare a non darlo da qualche altra parte.

per il resto, come avrai potuto notare, sono ben felice di argomentare le mie tesi e le tue corrette obiezioni. a patto che non vi sia traccia alcuna di insulti (e, per quanto mi riguarda, "superficiale" è un insulto).
rileggendo il tuo primo commento ho tuttavia verificato che tale aggettivo non era destinato al sottoscritto (o, almeno, lo spero) ma al corpo dell'articolo. se è vero che tale era il riferimento allora non posso considerare il tuo commento come un insulto. altrimenti, se fossi costretto a farlo, ti anticipo che su questo blog gli insulti (di qualsiasi tipo essi siano) sono vietati, e chi non rispetta questa banale regola del buon vivere viene comunemente bannato.
saluti.

13. Deserteur, Mercoledì 3 Maggio 2006 ore 14:24

Purtroppo quello che tu scrivi sul confronto carbone-petrolio è scorretto. A parità di energia prodotta, bruciare carbone produce più CO2 rispetto a bruciare petrolio. E' un problema intrinseco legato al numero di atomi di carbonio e idrogeno, e ai loro legami. Le cose non cambiano se consideri il gas prodotto dal carbone. Il fatto che il potere calorifico sia superiore a quello dell'olio non ha nessuna importanza, se consideri il bilancio energetico complessivo e il bilancio di CO2, il risultato rimane il medesimo. E' un risultato immodificabile. Quello che in teoria è possibile fare è sequestrare la CO2 al momento della produzione del gas, ma come scrivevo è una tecnologia controversa, di cui non è chiaro il costo energetico, e con grossi punti interrogativi riguardo la stabilità dei depositi di CO2 così prodotti.
Il tuo ultimo commento sul confronto carbone-petrolio conferma ciò che ho scritto fin dall'inizio: sarai sicuramente molto profondo quando si tratta di politica, non ho motivo di dubitarne, ma il tuo approccio a questa particolare questione scientifica è superficiale, ovvero ti erigi a maestro senza avere studiato e senza aver capito a fondo la questione. Non vuole essere un insulto, ma solo un invito a parlare di argomenti scientifici solo dopo averli studiati e capiti. Concludo dicendo che io non agogno alcuna dittatura, ma c'è una dittatura a cui tutti dobbiamo sottostare, ed è quella delle leggi della fisica. Finché non prenderemo atto di questo, potremo riempirci la bocca di libertà e democrazia, ma in pratica saremo destinati al tracollo, o nel migliore dei casi alla sopravvivenza a spese del resto dell'umanità (e tu non vuoi questo, sei di sinistra no?). Perché una cosa è sicura: non è possibile fisicamente per il pianeta sostenere 7 miliardi di persone ai livelli di consumo del mondo occidentale. Quindi, o rinunciamo a una parte del nostro benessere (quella superflua), e allora il nostro consumo di combustibile diminuirà, oppure ce ne freghiamo e continuiamo la politica dello spreco, ma allora per favore non definiamoci di sinistra. E ora "bannami" se vuoi (bella parola, la colonizzazione culturale americana prosegue implacabile).

14. Rosario Mastrosimone, Mercoledì 3 Maggio 2006 ore 20:57

Io sui rigassificatori, diro' la mia dopo aver messo a confronto le opinioni di centrosinistra e centrodestra.

Mi limito a dire che ho la sensazione che su certe fonti (nucleare, carbone) spingano soprattutto certe(note) aziende che temono che con la diffusione delle energie rinnovabili (inesauribili e delocalizzate), tutti i monopoli nel settore energetico sarebbero spazzati via dalle logiche della competizione del libero mercato.

Su una cosa pero', non posso esimermi: "se poi ti trovi senza lavoro perchè la tua azienda fallisce perchè il costo della benzina è troppo alto sai cosa te ne fai del riscaldamento globale?"

Invertirei l'interrogativo: "se poi ti trovi con la piena occupazione ed un PIL (indicatore comunque inutile) alle stelle, la povertà nel mondo finalmente sconfitta, ma il clima totalmente impazzito e l'aria irrespirabile, come sopravvivi su un pianeta inabitabile?"

Equilibri ambientali ed esigenze socio-economiche non hanno pari importanza. Gli equilibri ambientali sono alla base della nostra vita biologica e sono condicio sine qua non di qualsiasi modello sociale; le condizioni socio-economiche determinano solo uno dei tanti modelli di sviluppo possibili.

Se un giorno arrivassimo al punto di chiederci: meglio estinguersi o regredire allo stato primitivo? Cosa scegliereste?

15. Deserteur, Mercoledì 3 Maggio 2006 ore 23:50

Scusa Rosario, giusto per amor di precisione, qui non stiamo parlando di rigassificatori. Il rigassificatore è un impianto che consente di immettere nella rete del gas naturale (ovvero metano) che è stato precedentemente liquefatto per trasportarlo via nave (invece che via metanodotto) dal luogo di estrazione al luogo di utilizzo. Qui invece si parla di produzione di gas sintetico (che è poi una miscela di idrogeno e CO) a partire dal carbone (si realizza facendo reagire il carbone con vapor d'acqua ad elevata temperatura) allo scopo di usarlo come combustibile per autotrazione. Di tutte le scelte possibili, la più deleteria per il clima.

16. MarcoCavicchioli, Giovedì 4 Maggio 2006 ore 10:56

quello che ho scritto non me lo sono inventato. non mi sono messo il cappello da maestro di fisica, e non sono salito sullo scranno più alto per imporre la mia verità.
ciò che ho scritto è solo il riporto letterale di ciò che ho sentito dire ad una nutrita schiera di studiosi riconosciuti intervenuti in una trasmissione televisiva su Rai Educational, nell'ambito del programma Explora (condotto da Luciano Onder). purtroppo non mi sono segnato i nomi, ma questi scienziati (di dichiarata fama) sostenevano che, ad esempio, la conversione della centrale ad olio di Civitavecchia in centrale a gas di carbone avrebbe permesso di ottenere energia a costo inferiore, e con inquinamento inferiore, anche per quanto concerne l'emissione di CO2. se permetti mi fido più di loro che di te, a meno che tu, dietro il nickname Deserteur, non nasconda professionalità tali, e tali dichiarate, che possano sfidare alla pari quelle dei professori da cui ho ripreso la notizia.
è da tempo che sento dire le stesse cose su Civitavecchia, ovvero che la conversione a carbone è dimostrato possa abbattere le emissioni inquinanti (e, anche se di poco, quelle di CO2, grazie ad un sistema di filtraggio dei fumi di scarico). io non sono un maestro di scienza o tecnologia, ma so distinguere quando chi ne parla lo fa dall'alto di una conoscenza acquisita ed approfondita. e le persone a cui ho fatto riferimento prima erano di sicuro persone le cui opinioni sono da considerarsi affidabili.
bada: considero interessanti anche le tue di opinioni, ma se non ti qualifichi non le posso considerare affidabili oltre ogni logico dubbio come faccio per quelle degli scienziati da cui ho preso queste notizie!

17. MarcoCavicchioli, Giovedì 4 Maggio 2006 ore 11:07

bravo rosario, hai centrato il punto: è necessario costruire degli equilibri. io sono perfettamente d'accordo con te, e con quanto dici, ma voglio che si prendano in considerazione entrambe le ipotesi (quella che ho scritto io, e quella che hai scritto tu) e, mettendole insieme, che si costruisca un equilibrio tra la volontà di mantenere a breve termine i nostri livelli di benessere, e la necessità di garantirci un futuro senza gravi problemi di tipo ambientale.
ovvero: non dobbiamo compiere l'errore di considerare una delle due cose talmente più importante dell'altra da privilegiarla a tutto discapito dell'altra. dobbiamo affrontarle entrambe, ricordandoci che la questione economica ci riguarda tutti, subito e da vicino, mentre la questione ambientale si spalma in un contesto a medio e lungo termine, ma inizia già da ora. hic et nunc.
se io privilegio la prima ipotesi, e tu la seconda, sbagliamo entrambi! tutti e due dobbiamo prenderle in considerazione entrambe, per non cadere in alcun pericoloso tranello. altrimenti, se ci facciamo "la guerra" a vicenda, l'unica cosa che otteniamo è di peggiorare la situazione creando un'impasse dalla quale sarà molto arduo uscirne.

18. MarcoCavicchioli, Giovedì 4 Maggio 2006 ore 11:08

@desertertur: credo che sia presto per credere di poter davvero utilizzare il gas di carbone per autotrazione; cmq, come dici tu, ha senso parlarne. per ora se non sbaglio l'unico utilizzo su scala globale è quello per la produzione di energia elettrica (o sbaglio?)

19. Deserteur, Giovedì 4 Maggio 2006 ore 12:01

Non amo usare il mio curriculum per dare forza alle mie parole. Le parole sono aria fritta, anche quelle degli "scienziati di chiara fama" (che facendo leva su tala chiara fama spesso sparano stupidaggini megagalattiche, e ancora più spesso difendono interessi economici, propri e altrui). Studia Cavicchioli, studia, invece di guardare la televisione. Magari scoprirai che maggiore è il numero di atomi di idrogeno presenti nel combustibile per ogni atomo di carbonio, e maggiore è l'energia prodotta per molecola di CO2 emessa. Poi c'è l'efficienza con cui utilizzi l'energia termica prodotta, ma quella è un'altra cosa, e non è la stessa se parliamo di centrali elettriche o dello stramaledetto, inefficiente, motore a combustione interna, dove comunque non sarà molto differente qualunque combustibile tu usi. Ti saluto definitivamente, ti lascio a cullarti nei tuoi miti di crescita e "benessere", che nel mondo limitato e sovraffollato di oggi sono necessariamente anche miti di oppressione dei popoli più deboli e di guerra per l'appropriazione delle risorse restanti. Se hai voglia, leggiti "I limiti dello sviluppo", era già tutto scritto lì, nel lontano 1972 (c'è un'ottima terza edizione appena uscita), e infatti sono state dette le peggiori bugie per smentirlo. Probabilmente sei abbastanza giovane per riuscire ad assistere al collasso della civiltà "occidentale" industriale basata sulla crescita continua, che avverrà nell'attonito sgomento di chi è convinto, non per colpa ma per indottrinamento subito dalla nascita, che la tecnologia porterà sempre una nuova soluzione, senza capire che alla limitatezza delle risorse fisiche non c'è rimedio, se non rubare quelle del vicino. Sarà uno spettacolo interessante, il collasso, attento solo a non farti troppo male. Ricordati di me, allora. Con simpatia.

20. MarcoCavicchioli, Giovedì 4 Maggio 2006 ore 12:05

eppure il mondo cambia, deserteur. è da 20.000 anni che lo facciamo cambiare. non vorrai farci smettere proprio ora!

21. Antinuclearista, Domenica 25 Maggio 2008 ore 10:45

Sembra che se il carbone venisse gassificato e il syngas prodotto venisse utilizzato per produrre energia elettrica i rendimenti globali sarebbero vicini al 50%.  Esistono delle dimostrazioni con centrali operative negli USA!

Sembra un rendimento eccessivo ma non lo è se pensiamo che il syngas è utilizzato nella stesse centrali a turbogas del metano che ha rendimenti prossimi al 60%. Sapete cosa ne penso? Che se l'Italia impiantasse solo i gassificatori risolverebbe il problema energetico infatti il gas di carbone può essere inviato direttamente alle stesse centrali che utilizzano il metano.  I gassificatori in Italia possono essere installati anche offshore...

Inoltre, matematicamente e con un simile rendimento, una centrale a carbone emetterebbe meno anidride carbonica di una centrale a petrolio.

 

 

 

 

 

22. marco cavicchioli, Lunedì 26 Maggio 2008 ore 10:16

ho delle informazioni che dicono che i rigassificatori si faranno con certezza. anzi: mi hanno detto che quello di Rovigo è già in costruzione. finalmente qualcosa si muove...

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