La scuola di politica del PD. Finalmente!
Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 09:43 in Altro, Giovani, Partito Democratico
La classe dirigente italiana è da qualche tempo allo sbando. Nel senso che alle vecchie generazioni (preparatissime e con molta esperienza alle spalle) non siamo in grado di opporre nuove generazioni altrettanto preparate (che, per definizione, non possono avere molta esperienza alle spalle!). Attenzione: "preparate" non significa di per sè "buone" (Craxi, ad esempio, era un signor politico...), ma "impreparate" significa di certo "cattive". E' necessario quindi formare le nuove classi politiche emergenti in modo che siano in grado di reggere il confronto con quelle passate, e con il paese.
L'unica soluzione percorribile in questo senso sono le scuole di politica (come ve ne erano già in passato). Il Partito Democratico, sebbene non sia ancora nato, pare essere invece già molto attivo su questo aspetto: grazie ad un'iniziativa di Filippo Andreatta (in foto) nascerà infatti a Bologna la Ulibo (Università libera di Bologna), con l'obiettivo di formare nel miglior modo le nuove classi dirigenti del nuovo partito. Un'idea moderna e "forte" in grado probabilmente non solo di risolvere il cronico problema dell'impreparazione tecnica dei giovani che si affacciano nel mondo della politica, ma di dare probabilmente nuovo slancio anche all'idea stessa di Partito Democratico, di fatto "coltivata" all'interno delle aule della futura scuola di politica.
L'unico neo è che, dato che il PD ha dimensione nazionale, sarebbe bene che iniziative del genere si propagassero a macchia d'olio in tutta Italia, perchè il PD, oltre ad una dimensione nazionale, DEVE avere anche una dimensione locale. Come ho già avuto modo di dire quindi è necessario che ogni grande città (ed ogni regione) abbia la sua scuola di politica (o la sua sezione), altrimenti si corre il rischio che il PD nasca solo nell'olimpo della politica nazionale, senza radici sul territorio e tra la popolazione.






1. rita, Venerdì 25 Agosto 2006 ore 19:52
Condivido in pieno quanto scrivi circa l'impreparazione (incompetenza?) dell'attuale generazione politica italiana; andrei anche oltre il discorso dell'impreparazione (incompetenza?) politica, sottolineandone anche la non meno grave ed abissale impreparazione (ignoranza?) culturale e, peggio ancora, storica. Non moltissimo tempo fa, una nota trasmissione satirica mandò fuori da Montecitorio un'inviata con il compito di sottoporre ai nostri onorevoli rappresentanti in Parlamento delle semplici domande di cultura generale, tipo "a che anno risale l'unità d'Italia"?: bene, alla suddetta domanda qualcuno ha risposto "non me lo ricordo", qualcun altro "boh! Nell'Ottocento?" e qualcun altro ancora "Nel 1946". All'inizio mi è venuto da ridere, ma poi ho realizzato che c'era solo da piangere. Come può gente che ignora la nostra Storia guidare il Paese? E non si tratta di non ricordarsi una data, perchè tu sai bene quanto me che le vicende della nostra Storia sono strettissimamente legate a problematiche attualissime come quella del Meridione, e persino della Mafia... aspetti della realtà italiana passata e presente che chi pretende di governare NON PUO' PERMETTERSI di ignorare. Da qui la mia domanda: la nostra beneamata classe politica è composta da gente che ignora solo i fondamenti della politica o da gente le cui basi culturali sono infime a 360 gradi? Nel primo caso vanno bene le scuole di politica, ma gradirei tu mi spiegassi per quale motivo quella che si definisce università popolare dovrebbe insegnare la politica del PD... non abbiamo in Italia, grazie a Dio, un partito unico! Un'università di politica degna di questo nome dovrebbe insegnare a fare politica nel senso pù nobile del termine, poi questi futuri e preparati uomini politici (sempre nel senso più nobile del termine) decideranno democraticamente in quale partito militare.
Se però (come temo) il problema è generale, di gente che non ha cultura né politica nè storica né d'altro tipo, allora bisognerebbe intervenire alla radice: non scuole di politica, ma scuole degne di questo nome in generale, sia per chi fa politica che per i comuni cittadini; scuole come se ne vedono all'estero e non se ne vedono in Italia, da cui non esca gente che ha scaldato i banchi e pensa che Ligabue sia un cantante e Mozart un calciatore, ma gente che conosca la storia del proprio Paese, che ne apprezzi le ricchezze e le rispetti... perché l'amore del proprio Paese nasce soprattutto dal conoscerlo a tutti i livelli, dal capire quanto è bello, prezioso e ricco di storia. Così, forse, non avremo al governo un piccolo gruppo di ignoranti dedito a governare una numerosa moltitudine di ignoranti...
2. Primadirettiva, Mercoledì 30 Agosto 2006 ore 16:25
si, d'altra parte i giornalisti dimostrano altrettanta ignoranza nei più disparati campi...
ste sQuole di politica del PD, mi fanno rabbrividire però...che dire..tocchiamoci.