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Nov 0617

Segolene ha vinto. Ovviamente.

Pubblicato da Marco Cavicchioli alle 08:24 in Commenti, Elezioni, Personaggi, Politica Estera


Segolene RoyalIl popolo socialista francesce ha fatto l'unica scelta sensata: Segolene Royal ha vinto le primarie, e sarà la candidata del centrosinistra nelle elezioni per la Presidenza della Repubblica francese.

Il popolo ha infatti il "polso" della situazione meglio di chiunque altro. E sa, con relativa certezza, che Segolene è la candidata che meglio di chiunque altro può rappresentare lo stesso popolo (socialista francese). Da qui il vero e proprio plebiscito: 60% di voti al primo turno...

In realtà non ci voleva una scienza a capirlo: se al popolo (ovvero: glie elettori) la Royal piace più di chiunque altro è naturale che sia la candidata migliore a rappresentare quello stesso popolo di elettori a cui piace. E' tautologico! Ma evidentemente non chiaro a tutti. Vuoi per interessi personali, vuoi per scarsa attitudine a guardare in faccia la realtà.

Ma perchè la Royal ha vinto? Perchè piace così tanto al popolo? E perchè piace così tanto anche ai socialisti francesi?
Innanzitutto perchè si propone in modo chiaro. E forte. Inoltre perchè si rivolge non soltanto ai "duri e puri" (che sono sempre una minoranza), ma anche a quella maggioranza silenziosa (e moderata) che non è mai propensa ad appoggiare chi sostiene tesi politiche radicali. Insomma: Segolene ha vinto al centro. Ed è questo il motivo principale per cui è l'unica in grado di battere Sarkozy (il candidato del centrodestra alla presidenza francese)! 

PS: ricordo infatti, a chi se ne fosse temporaneamente dimenticato, che se si vuole governare un paese prima bisogna vincere le elezioni; e se non si vince non si governa... mai.

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Commenti

1. Diego, Venerdì 17 Novembre 2006 ore 09:09

Recupererei anche una delle cose sensate dette da Fassino, in merito al caso americano ma estendibile pure a quello italiano e, da oggi, quello francese.

"Quando la decisione è finalizzata al successo elettorale le persone non scelgono necessariamente il candidato a loro più vicino, ma quello che ha le maggiori possibilità di vincere".

Che è un po' come rendere le primarie una fotocopia dei rapporti di forza esistenti (eccezioni regionali a parte).

2. marco cavicchioli, Venerdì 17 Novembre 2006 ore 09:14

sì, è vero: le primarie sono foto istantanee dei reali rapporti di forza (anzi, dire degli "equilibri" di forze). ed è per questo che sono importanti, perchè sarebbe sbagliato presumere di essere in grado di "percepire" tali equilibri basandosi solo sul proprio istinto. le primarie sono una fotografia obiettiva di tali equilibri, e servono soprattutto proprio a rendersene conto, spazzando via tutte le altre visioni scorrette dello stato di questi equilibri. non è solo una questione di "giustizia" (si sceglie il "vero" candidato di tutto il partito), ma anche di correttezza (si sceglie il candidato effettivamente più rappresentativo).

3. Diego, Venerdì 17 Novembre 2006 ore 09:18

Marco, non necessariamente più rappresentativo. Direi più "performante", ai fini del successo elettorale. Che poi, pane-al-pane-e-vino-al-vino: Prodi era ed è il più rappresentativo, benché non ne vada orgoglioso; ma non a quei rapporti. Lo stesso si può dire, evidentemente, per la bellissima Segolene.

4. marco cavicchioli, Venerdì 17 Novembre 2006 ore 09:30

tuttavia ti invito a riflettere su una possibile interpretazione di "rappresentativo": se diamo per scontato che sia impossibile presumere di sapere con certezza quale sia il profilo politico che più si addice a rappresentare un elettorato eterogeneo, non è che, in pratica, il grado di rappresentatività di un candidato alla fine non si riduce alla sua performance elettorale? lo so, è un concetto azzardato e traballante, ma "l'altro" concetto di rappresentatività (quello tradizionale) mi è sempre parso troppo teorico, distaccato dalla realtà e, soprattutto, in grado di essere supportato da pochi scarsi mezzi che abbiamo a disposizione per dimostrarne la reale aderenza allo stato delle cose.
se è vera la teoria della "massa silenziosa" (ovvero: il grosso dell'elettorato si fa sentire solo quando si va alle urne) allora i candidati che appaiono rappresentativi PRIMA delle elezioni non è detto che lo siano anche DOPO. prendi Pecoraro Scanio: durante le proteste contro la TAV pareva rappresentare una gran fetta della popolazione, mentre ora sappiamo con certezza che ne rappresenta una sparuta minoranza.

5. RiGiTaN's, Venerdì 17 Novembre 2006 ore 17:51

pensa. le elezioni si vincono così al centro che nel 1994 la sinistra dei progressisti per poco non riuscì a vincere. senza centro. e poi sinceramente fare il compromesso moderato per andare al governo non è poi così conveniente alla sinistra: si perde di coerenza, e fiducia. comunque questo è un dibattito complesso.

6. marco cavicchioli, Venerdì 17 Novembre 2006 ore 18:01

è vero: il dibattito è complesso. ma qui abbiamo sia il tempo che lo spazio per affrontarlo tutto, da cima a fondo.
la situazione del 1994 mi sembra troppo "lontana" rispetto a quella attuale, soprattutto perchè si trattava di una situazione a dir poco anomala. anzi: unica. che non si è più ripetuta (il crollo di un intero sistema con il nuovo che avanzava ovunque) e che non credo avrà modo di ripresentarsi tanto facilmente in futuro. se diamo per buono che oramai il bipolarismo è consolidato (l'alternativa, lo sai, sarebbe il ritorno alla dittatura del centro...) quando mai ricapiterà una situazione del genere?
inoltre chissenefrega se "non è poi così conveniente alla sinistra fare il compromesso moderato per andare al governo": chi vuole la bicicletta deve pedalare. a meno che non la si voglia solo per poterla sfoggiare con gli amici...
si perde di coerenza? no, se si fa tutto alla luce del sole. a meno di non essere disposti a prescindere al dialogo ed al compromesso, solo per poter mantenere immacolata la propria purezza. ma a questo punto ti domando: di quale razza di purezza stiamo parlando? ha senso parlarne? o c'è un paese da governare?

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