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Per la Chiesa uccidere è lecito (vedi Pinochet), ma morire no (vedi Welby)

Marco Cavicchioli avatar Sabato 23 Dicembre 2006, 09:28 in Approfondimenti di Marco Cavicchioli

pinochetPrendo spunto da un post di Pueblounido per porvi una domanda: Augusto Pinochet (sanguinario dittatore del Cile) è meglio di Piergorgio Welby? Se la vosra risposta, come mi auguro, è NO, allora spiegatemi perchè al primo vengono concessi i funerali religiosi, ed al secondo no. Se ci riuscite...

Sembrerebbe quasi che la Chiesa ci stesse dicendo che se stermini una buona parte del tuo popolo in nome della tua sete di potere (e con l'aiuto della CIA) allora sei un buon cristiano, ma se chiedi di morire perchè la tua vita è soltanto sofferenza allora meriti una bella punizione divina (possibilmente da anticipare mentre sei ancora in vita). Bell'esempio, vero? Come a voler dire che per essere un buon cristiano non è necessario avere rispetto degli altri, ma sicuramente è obbligatorio avere rispetto assoluto di sè stessi. Ovvero: più o meno l'esatto contrario di quello che mi pare dicano le scritture...

Perchè, vedete, un conto è quello che una persona illuminata insegnò ai suoi discepoli circa 2000 anni fa, ma tutt'altra cosa è quello che è stato strumentalmente insegnato dai suoi millantati seguaci in due millenni di ingegnose macchinazioni per protrarre potenzialmente all'infinito la loro posizione di potere. In questo senso VIVA quelli come Pinochet (grazie ai quali la durata del potere cattolico è garantita), mentre VERGOGNA per chi invece, come Welby, ci fa capire che esiste un livello superiore dell'esistenza (quella del diritto), che è legato alla condizione di vita del singolo (e prezioso) individuo. Che ha - e deve avere - il diritto di poter disporre della propria vita a piacimento, senza condizionamenti ideologici imposti.

Un'ultima domanda: secondo voi (so che sto chiedendo una cosa scorretta, secondo i dettami della Chiesa cattolica, ovvero quello di pensare con la vostra testa...) Gesù Cristo cosa avrebbe detto a Pinochet, se lo avesse incontrato in vita? E cosa avrebbe detto invece a Piergiorgio Welby ?  

29
29 commenti
29
17 Gen 2007
alle 16:05

marco cavicchioli

io invece, seba, credo che la chiesa non abbia alcuna intenzione di dialogare. se cambierà idea sarò il primo a farmi avanti.

28
17 Gen 2007
alle 16:01

SEBA

Già, ma proprio per questo credo sia lecito che anche la Chiesa abbia i propri. Ciò non toglie che, come detto, Gesù non avrebbe negato i funerali a nessuno dei figli di Dio e che quindi anche per me la Chiesa dovrebbe rivedere certe sue posizioni. Ma se questo mai avverrà dubito che sia attraverso le accuse che gli si lanciano, mentre confido particolarmente, come in ogni altro ambito, nel dialogo.

27
02 Gen 2007
alle 12:05

marco cavicchioli

oppure, seba, quella macchina si può vedere come un tentativo di prolungare artificialmente una vita, al posto che accettarne la morte naturale... come vedi i valori assoluti spesso non nascondono altro che il tentativo di imporre i propri valori relativi!

26
01 Gen 2007
alle 21:12

SEBA

Sì, su questo forse hai ragione. Anche se forse quella macchina si sarebbe potuta vedere come una sorta di prolunga della vita biologica e la sofferenza del malato nell'accettarne l'applicazione si sarebbe potuta giudicare santa.

25
30 Dic 2006
alle 15:15

Fiante

Ma gesù non aveva mai immaginato una macchina che ti mantiene in vita sostituendo tutte le funzioni del corpo umano e prolungando la tortura oltre la tua volontà.. se lo avesse saputo, posso immaginare che avrebbe lanciato i suoi strali contro l'accanimento terpeutico...

24
29 Dic 2006
alle 15:44

SEBA

Gesù non avrebbe negato i funerali a nessuno dei due e avrebbe perdonato entrambi, ma dubito che avrebbe incoraggiato Welby a morire. La battaglia del Cristianesimo è quella di difendere il valore assoluto della persona e della vita umana. In ogni circostanza.

23
27 Dic 2006
alle 11:38

capemaster

a sentire i sui esegeti ed eredi avrebbe detto

"Bravo, vai anvanti così"

22
25 Dic 2006
alle 20:52

Fiante

Hai ragione Stefano. Però è anche interessante seguire le evoluzioni della Chiesa per poter denunciare la sua estraneità ed il suo anacronismo rispetto all'anno 2006. E ribadire che, più che una religione, ci si trova devanti ad un'ideologia.
Che non posso far altro che confutare con i mezzi intellettualu della ragione..

21
25 Dic 2006
alle 11:59

rigitans

il punto non è avere rispetto assoluto di sè stessi, MA AVERE RISPETTO DELLA CHIESA E I SUOI DETTAMI. allora non è mafia moderata? l'italia, purtroppo, è un paese dove vigono il fascismo democratico e la mafia moderata. finchè non annulleremo queste 2 realtà, resteremo sempre indietro. da quando ho scoperto tutto ciò ho iniziato un po' a vergognarmi di essere italiano. ma sbaglio, perchè è chi sbaglia che dovrebbe vergognarsi. buone feste

20
24 Dic 2006
alle 17:22

stefano

Ma in questo modo non facciamo altro che legittimare un potere e un'influenza della Chiesa che crediamo siano eccessivi! Bisogna iniziare a pensare che la morte è dignitosa per tutti, che non lo decide la Chiesa, che il rifiutare i funerali religiosi a qualcuno non vuol dire togliere dignità al defunto.
Solo da questa prospettiva si può mettere in discussione il potere che ha la Chiesa oggi. è chiaro che un'istituzione che ha tanto peso lo sfrutti per i suoi interessi (e anche "giusto" politicamente); se però iniziamo a rifiutare il peso in sè dell'istituzione, non riconoscendo più che i funierali religiosi siano l'unica via per una morte dignitosa, allora le cose cambieranno.
Se la Chiesa glieli avesse concessi, sbandierando in giro il perdono e la misericordia, allora dovremmo tutti essere contenti? Allo stesso modo il Vaticano si riterrebbe a buona ragione il depositario del potere di dare dignità o meno alla morte di un cittadino. Questo potere non ce l'ha, qunidi non glielo riconosco, nè quando lo utilizza assecondando le mie idee, nè quando vi va contro.
Mi sembra che questa sia la stesa situazione che si era creata quando gli Imam delle moschee inglesi lanciavano le Fatve contro i terroristi della metropolitana. Tali disposizioni devono essere rifiutate non nella loro sostanza, che in tal caso era tuttavia condivisibile, ma nella loro forma, ossia una notevole intrusione nel sistema della giustizia inglese.

19
24 Dic 2006
alle 16:24

Fiante

Questo fatto può darci però una ennesima dimostrazione che viviamo sempre nel solito "stato etico" di gentiliana memoria, dipendente dal Vaticano. Ovvero, la Chiesa sembra dire: "Chiunque non è nella Chiesa, è in errore. Chiunque non segue la morale cattolica, lo è anch'egli. Spetta dunque alla Chiesa la distinzione etica tra chi ha diritto a una morte dignitosa e chi no." Tra i primi, dittatori sanguinari col beneplacito della santa sede, s'intende. Tra i secondi, un uomo che ha patito per decenni la sofferenza, per combattere la quale Gesù Cirsto ha diffuso il suo messaggio in Terra.

18
24 Dic 2006
alle 15:33

marco cavicchioli

ma il problema, stefano, è che la cosa non è reciproca! io posso anche accettare la scelta della chiesa, ma a patto che la chiesa accetti le mie. ovvero: se mi impongo di non intervenire nelle questioni religiose, allora la chiesa deve imporsi di non intervenire in quelle questioni che riguardano soltanto lo stato. ad esempio le leggi, come quelle sull'eutanasia, oppure quelle sulla ricerca genetica. altrimenti non ci sto a dover fare lo sforzo soltanto io (lasciando campo libero alle numerosissime ingerenze della chiesa nella vita civile, e laica, del paese).

17
24 Dic 2006
alle 15:25

stefano

Credo che nell'ottica di uno Stato laico, non debba far troppo meravigliare la decisione della Chiesa di negare i funerali religiosi a Welby. Siamo (io stesso) così gelosi di non essere giudicati o attaccato dalla Chiesa su temi che spettano unicamente allo Stato, ma poi andiamo a giudicare e attaccare una decisione che spetta unicamente alla Chiesa.. Anch'io personalmente non sono d'accordo con il Vaticano, ma ritengo che mettersi a fare i bacchettoni e i moralisti sarebbe cadere nello stesso errore che additiamo alla Chiesa.
E in fondo ammettiamo in questo modo che il fatto religioso intervenga forse un po più di quanto crediamo nella nostra vita "laica".
La Chiesa può decidere quello che vuole, senza il bisogno dell'assenso della società civile (non è un democrazia, anche se molti se la rappresentano così), nè tantomeno di un avallo statale, e viceversa.
Lottare per uno Stato puramente laico, secondo me, vuol dire accettare la decisione della Chiesa.

16
24 Dic 2006
alle 11:56

marco cavicchioli

vedi, giovanni, non è un caso che tu abbia utilizzato il termine "preservarsi", perchè è proprio ciò che ho detto io nel post: in questa vicenda il comportamento della Chiesa è mirato solo ed esclusivamente al proprio "preservamento", con un tale distacco dal caso umano da sfiorare il cinismo! credo sia lecito (anzi: doveroso) domandarsi se al giorno d'oggi sia accettabile un tale cinismo, o se non sia meglio "preservarsi" in altro modo (ad esempio scendendo a compromessi con la realtà).

15
24 Dic 2006
alle 11:36

marcello

poche poche parole molto silenzio rispetto a quello che e' avvenuto,non mi voglio addentrare su quello che tu marco hai espresso rispetto ai comportamenti della chiesa e che personalmente condivido,poi possono richiamarsi a mille sfumature per cercare di dare una spiegazione logica al loro diniego,una sola piccola e felice affermazione la voglio fare,nell'assoluto rispetto di ogni singolo credente sono riuscito ad andare oltre il discorso delle religioni e quanto sto bene

14
24 Dic 2006
alle 10:44

Giovanni Toffolon

Innanzitutto non ho usato il verbo "abbiamo" da nessuna parte, quindi ti prego di attenerti alla persona da me declinata. Nel mio post ho voluto riportare una mia analisi del comportamento della curia in questa questione, nella quale analisi ho cercato di spiegare che a mio parere la chiesa non poteva agire diversamente. Del resto nel tuo post iniziale, chiaramente provocatorio, scrivesti che sembrerebbe che la chiesa avvalli il dittatore e che invece Welby merita la pena divina, facendo comunque un discorso privo di analisi. Non ho parlato nemmeno di tradizione, ho parlato di attenersi a delle regole che la chiesa si è data e che, comunque, sono anche cambiate nel corso dei secoli. Attenersi pedissequamente a delle regole che derivano da un sistema (anche ideologico) molto forte e preciso è l'unico modo che ha la chiesa in quanto istituzione di preservarsi nei secoli. Ed alla luce di questo la chiesa non potrà avvallare l'eutanasia, così come non ha mai avvallato l'aborto ed altre interruzioni volontarie della vita. Anche parlando dal punto di vista della legge dello stato, il medico che ha staccato la spina ha commesso un arbitrio, poichè allo stato attuale in italia ciò non sarebbe perfettamente lecito. In uno stato di diritto, se ci si crede fino in fondo, ed in cui vige l'obbligatorietà dell'azione penale, l'anestesista che ha staccato la spina sarà inquisito, giustamente se crediamo nel diritto sempre, in ogni situazione.
In merito invece al mio parere personale sulla vicenda credo che sia necessaria una regolamentazione della materia, regolamentazione che certo non si presenta semplice, anche se pare piuttosto ipocrita l'atteggiamento di uno stato come il nostro in cui è legale l'aborto (cioè la soppressione di un essere anche perfettamente sano) e non si riesce a trovare una formula per casi di malattie terminali.
Saluti e buon natale a tutti

13
24 Dic 2006
alle 10:28

marco cavicchioli

verissimo (e chiarissimo), don paolo. ma siamo davvero sicuri che, in casi come questi, la persona e la sua scelta siano davvero scindibili?
temo che invece che ci sia una sorta di proprietà transitiva in storie come quella di Welby, che obbliga a considerare la persona e la sua scelta come un continuum che costringe a lasciar passare sulla persona i giudizi emessi nei confronti della sua scelta.
inoltre, se non sbaglio, qualora le scelte delle persone fossero scindibili dalle loro scelte, la Chiesa di solito non concentra l'attenzione sulle persone, lasciando in secondo piano le scelte? non ricordo bene la storia di Maria Maddalena, ma...

12
24 Dic 2006
alle 10:23

don Paolo Padrini

rispondo a Giovanni.
La Chiesa, comunque, non esprime un giudizio in merito alla persona, ma in merito alla scelta..

11
24 Dic 2006
alle 10:04

marco cavicchioli

vedi, giovanni, è davvero troppo (trooooppo) semplice liquidare tutto con un "abbiamo sempre fatto così"! come a voler dire: "non è mica colpa nostra: è la tradizione che lo vuole...". mi pare che sia una giustificazione che, in casi come questo, faccia acqua da tutte le parti.

10
24 Dic 2006
alle 10:02

marco cavicchioli

@detto fatto: la logica è quella che ho tentato di spiegare nel mio post... è solo una questione di (mantenimento del) potere.

9
23 Dic 2006
alle 23:33

Giovanni Toffolon

Rispondo alla provocazione senza poter essere esaustivo in merito, allo scopo di introdurre una lettura del fatto che forse può contribuire ad una sua maggior comprensione. Innanzitutto questo è il comunicato ufficiale della curia: “In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti”. Comunicato trovato su Il foglio di Giuliano Ferrara (lo sciopero della stampa non mi ha permesso di trovare altre fonti).
Per quanto riguarda Pinochet e compagnia bella (mafiosi, omicidi, ecc) la chiesa procede alle esequie regolarmente.
Nulla di nuovo, la chiesa è un istituzione che sopravvive da 2000 anni grazie alla sua rigidità ed osservanza delle regole. Mi pare talmente ovvio che non possa dare il suo avvallo ad una così esplicita volontà di porre fine alla propria esistenza. Nella logica della quotidianità, nella sfera dei sentimenti chiaramente stona ma il tutto rientra nell'ortodossia della chiesa cattolica. Credo che il riferimento di Don Paolo al personaggio guareschiano sia contenuto nella preghiera personale che la chiesa, nella figura dei singoli, certamente non toglie al suffragio del Welby. Tra l'altro negli anni sessanta (credo fino al concilio vaticano II) la chiesa non celebrava i funerali di alcun suicida, mentre ora li celebra, a meno del caso in questione. Don Paolo mi corregga se sbaglio ma la chiesa non esprime certamente un giudizio con il fatto di celebrare un funerale o meno, poiché il giudizio è nelle mani di Dio.
Saluti

8
23 Dic 2006
alle 19:34

detto fatto

se non ricordo male Raul Gardini, suicida, ebbe i funerali nel Duomo di Ravenna.

che logica c'è in questo?

7
23 Dic 2006
alle 19:16

marco cavicchioli

comprendo la tua posizione, don paolo. e la rispetto. anche perchè sono conscio del fatto che sia una posizione attualmente comunque scomoda, o, meglio, "difficile".
in questa vicenda, a mio parere, ai semplici sentimenti personali si sono sovrapposte becere strumentalizzazioni politiche che non hanno fatto altro che gettare fumo negli occhi di tutti. il fatto che tu non abbia raccolto queste provocazioni ti fa onore. perchè hai saputo separare la crusca dalla farina. per il resto ti lascio al tuo sano esame di coscienza, promettendoti che ci farò un pensierino anche io. altrimenti la morte di Welby sarà stata davvero inutile.

6
23 Dic 2006
alle 19:00

don Paolo Padrini

vorrei aggiungere una mia parola....

"Come già ho detto il giorno della morte, anche oggi io scelgo di fare silenzio. Un silenzio che personalmente riempirò di preghiera.

Un silenzio che domani (ricordando la scena di un film di don Camillo che tutti voi avrete presente) pensando a Piergiorgio ed alla sua famiglia, accompagnerò con il suono delle campane del mio cuore e della mia coscienza. .."

E' tutto quello che so' dire in questa vicenda...non posso che leggere, meditare e considerare nel profondo del mio cuore ciò che voi avete scritto...
buon natale

5
23 Dic 2006
alle 16:10

marco cavicchioli

grazie gianni. ottimo commento.

4
23 Dic 2006
alle 15:57

gianni guelfi

"Scandaloso e crudele rifiutare il funerale religioso a Welby"

L' ho messo tra virgolette perché non son parole mie ma del Centro Studi Teologici di Milano.
Ecco il loro comunicato:

CENTRO STUDI TEOLOGICI

COMUNICATO STAMPA

MILANO,22 dicembre 2006 - WELBY - DECISIONE DELLA GERARCHIA CATTOLICA DI NON CELEBRARE IL FUNERALE RELIGIOSO E’ SCANDALOSA E CRUDELE - NON E’ NEMMENO UNA POSIZIONE CRISTIANA MA DA RELIGIONE POLITICA

E’ grave che si neghino i conforti religiosi a Welby, non vi sono motivi di negare la celebrazione religiosa ad un uomo che ha sofferto oltre 9 anni in un letto, immobilizzato: nostro Signore Gesù Cristo è rimasto solo tre ore in agonia sulla croce, lui vi è stato 9 anni….

è già Santo per ciò che ha sofferto, e non saranno le parole negatrici di cardinali o vescovi a cambiare lo stato di grazia di questo uomo…che ha voluto morire con dignità e coscienza.

Si portano in Chiesa anche i mafiosi che hanno ucciso centinaia di persone, o i criminali, non questo uomo? …che ha sofferto una intera vita?!

Vergogna!

Cristo è più grande della miopia clericale di un monsignor Fisichella, che misura con il bilancino “la menta e il timo” come diceva Gesù:

“…e a chi vi chiede un pane , voi che siete cattivi non gli darete un sasso, o uno scorpione…tanto più il Padre vostro celeste, che buono ….!” (Cristo nel Vangelo).

A questi nuovi farisei della Chiesa cattolica diciamo ciò che il Maestro disse: “SE LA VOSTRA GIUSTIZIA NON SUPERERA’ QUELLA DEGLI SCRIBI E DEI FARISEI NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI”!

Ecco di fronte a una vita di sofferenze dobbiamo tutti inchinare il capo, uomini di Chiesa e della politica: qui, comunque Egli sia morto, nel diritto di disporre di un exitus che finisse un calvario, dobbiamo maggiore silenzio e rispetto, e non gesti disumani e antievangelici.

COMITATO DIRETTIVO DEI TEOLOGI

Padre Raffaele Contenti O.E.O.

Abate e Teologo e Coordinatore

CENTRO ECUMENICO

Via Varese 10

20124 MILANO

tel. 339.5280021 Segreteria di Direzione

g

3
23 Dic 2006
alle 14:23

Fiante

E quando mai il messaggio di Gesù Cristo di Nazareth ha coinciso con l'azione ed il pensiero della Chiesa cattolica, vicaria di Cristo in terra??

Già dal II secolo avanti Cristo i dogmi hanno seppellito la figura di Cristo...La religione rivelata ha lasciato spazio alla costruzione ideologica e politica.

2
23 Dic 2006
alle 13:29

Sergio

E' assurdamente tragico e vero quello che scrivi. Vorrei inondare la rete per far conoscere a tutti la mia indignazione, la mia rabbia per quello che sta succedendo. Sembra quasi che Welbi sia l'imputato di tutta questa storia, quando invece è la vittima di carnefici e torturatori che per le loro paure o la loro fede, ritengono di poter decicedere come debbono vivere o morire gli altri.

1
23 Dic 2006
alle 10:16

Nikola

Non posso che condividere tutto quello che hai scritto. Queste sono le grandi contraddizioni della Chiesa che da secoli accompagnano la sua storia.
Ricordo quando Papa Wojtyla è andato a Santiago del Cile nell’aprile del 1987 in visita pastorale dal generale Augusto Pinochet. Infine, quando Pinochet è catturato in Inghilterra su mandato internazionale spiccato dal giudice spagnolo Baltasàr Garzon con l’imputazione di tortura ed omicidio di cittadini spagnoli (1999), Wojtyla stesso si preoccupa di far giungere alla Camera dei Lord la propria preferenza perché questa non concedesse l’estradizione dell’ex dittatore in Spagna, dove i giudici lo attendevano con le manette pronte.

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