I giovani e le nuove politiche progressiste italiane
Come già si intuiva, ed a dispetto di ciò che ha sostenuto Beppe Grillo in questi giorni, il disegno di legge Levi che sembrava obbligare tutti i bloggers a registrarsi al ROC ovviamente verrà modificato (così com’era scritto infatti era decisamente improponibile e, soprattutto, irrealizzabile). Lo dice il Ministro per le Telecomunicazione (ovvero il titolare del dicastero a cui tale legge deve far riferimento) Paolo Gentiloni, e lo dice non a caso sul suo blog. Anzi: com’era piuttosto prevedibile pare sarà lo stesso Levi a dover correggere l’errore commesso.
L’allarme, pienamente giustificato, scatenato in Rete da questo disegno di legge è pertanto servito: addirittura due Ministri della Repubblica, lo stesso Gentiloni e Di Pietro (tra l’altro entrambi titolari di due frequentatissimi blog), hanno ammesso di aver commesso una leggerezza, non avendo notato l’errore commesso da Levi, e si sono presi l’incarico di dare mandato allo stesso Levi di apportare le opportune modifiche. In altre parole la Rete non rischia nulla (come ho già detto sabato).
Tre conclusioni su questa vicenda:
1. ha ragione Paolo Attivissimo quando sostiene che per legiferare sulla Rete serve qualcuno esperto di Rete (tutta questa vicenda nasce proprio dal clamoroso errore di Levi che, evidentemente, non è un grande conoscitore di come funzionano le cose su Internet);
2. pur avendo ragione sul dettaglio tecnico Beppe Grillo ha invece torto per aver diffuso allarmi inutili e quanto mai assurdi sulle ipotetiche catastrofi che avrebbe potuto generare un errore simile (e che invece avrebbe generato solo un grandissimo casino burocratico con nessuna ripercussione effettiva sulla libertà di espressione online); ricordatevi le percezioni distorte…
3. ha però ragione da vendere lo stesso Beppe Grillo quando annuncia di voler fare una manifestazione pubblica contro il finanziamento pubblico all’editoria e per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti.
Infatti credo che, come è oramai stato ampiamente dimostrato, il finanziamento pubblico all’editoria sia in realtà una bufala colossale atta soltanto a distribuire denaro a destra e a manca, mentre penso che l’ordine dei giornalisti sia una struttura obsoleta che vada radicalmente riformata (meglio ancora se distrutta e poi ricostruita da zero, con forme e modalità completamente diverse, in linea con le nuove esigenze dell’editoria nell’era digitale). Nulla però accadrà se non ci sarà qualche pressione esterna in questa direzione. Sono piuttosto sicuro che i modi che Grillo sceglierà per portare avanti questa battaglia non mi piaceranno, ma stavolta la sostanza c’è. Pertanto appoggerò tali proposte.
Ancora una cosa: non abbassiamo lo sguardo. Pericoli come quello appena scampato sono dietro ogni angolo, perché ancora troppa poca gente (che conta) conosce la Rete, e sa quanto sia oramai diventata importante. Grazie Punto Informatico per aver portato alla luce la questione. Avercene…
per conoscenza
la paternita' della scoperta e' di civile.it
l'anomalia nel tuo post e' nel enfatizzare "il torto per aver diffuso allarmi inutili e quanto mai assurdi sulle ipotetiche catastrofi che avrebbe potuto generare un errore simile",
perche' lo stesso allarmismo era presente nella segnalazione di civile.it e di punto informatico
il ddl era pensato male, era stato approvato dal consiglio dei ministri proprio quando la rete, grazie al vday, aveva dimostrato di avere un peso non trascurabile nella formazione dell'opinione pubblica per quel che riguarda la gestione dello stato
piu' che sottolineare la natura allarmistica\complottistica insita nel pensiero di grillo e di molti dei suoi seguaci,
io avrei enfatizzato l'incompetenza dell'attuale legislatura che sembra continuamente "offrire il fianco" a chi vede aumentare il proprio pubblico man mano che il sentimento di sfiducia cresce.
e non mi riferisco solo a grillo naturalmente
grillo non ha fatto altro che riprendere la notizia da Punto Informatico. con o senza di lui erano già partite raccolte firme e mobilitazioni a cui Grillo stesso non ha mai detto di voler dare un aiuto!
e poi non è stato levi a togliere le castagne dal fuoco, ma Gentiloni, che ha sì citato Beppe Grillo, ma di sicuro non si è lasciato sfuggire l'articolo di Punto Informatico. comunque sia se quel disegno di legge avesse fatto anche solo un passo stai tranquillo che si sarebbero accorti del casino che avrebbero combinato, con o senza Grillo.
guarda che se non era per l'allarmismo, come lo chiami tu, di grillo,
la proposta di legge non avrebbe avuto la risonanza necessaria per essere messe in discussione
non a caso levisi e' rivolto a grillo e non a civile.it o al punto informatico
se devi criticare il sig grillo cerca di trovare degli "argomenti" e non dimenticarti che anche il tuo blog beneficia della grande popolarita' del suo
io sono sempre disposto a sentire altre campane, ma queste campane devono produrre dei suoni, non rumori
alle 10:18
marco cavicchioli
mi pare di non aver nemmeno tentato di nascondere l'incompetenza di chi ha stilato il testo di questo ddl... il resto mi paiono soltanto critiche di circostanza.